Sisma, Gentiloni: ricostruzione si farà. Errani ottimo

Errani pecisa: "Lascerò il 9 settembre per motivi personali, la politica non c'entra". La denuncia di Legambiente: ancora 2,4 mln tonnellate di macerie post-terremoto. A Roma crepe ancora più larghe su Mura Aureliane

Errani e Gentiloni (foto Omniroma)

“Il governo continuerà a svolgere un ruolo di coordinamento in un sistema che si evolverà con una maggiore responsabilità di Regioni e territori”. Così Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio dei ministri, parla ai giornalisti durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi ad un anno dal terremoto che il 24 agosto 2016 ha colpito il Centro Italia.

“La ricostruzione sarà certa, è un impegno preso. I cittadini mantengano la speranza. Ma la forza motrice non può che essere la fiducia dei cittadini di questi territori” ha proseguito. E il premier ufficializza anche le dimissioni, di cui si ipotizzava da giorni, di Vasco Errani dal ruolo di commissario. “Come sapete concluderà il suo lavoro, lo ringrazio perché ha raggiunto risultati esemplari. La sua è una decisione presa da tempo, prevedeva un mandato di un anno. E si concluderà a settembre dopo aver fatto un ottimo lavoro. Allo stesso modo voglio dire grazie a Fabrizio Curcio (che ha da poco lasciato il vertice della protezione civile)”.

La conclusione del mandato di Errani “non significherà un disimpegno da parte del governo, che continuerà a svolgere un ruolo fondamentale di coordinamento in un sistema destinato a evolversi nel corso dei mesi con la responsabilizzazione delle regioni e dei territori. Questa è la storia di un percorso che passa dall’emergenza alla ricostruzione”.

“Lascerò il 9 settembre per motivi personali, la politica non c’entra” ha poi precisato lo stesso Errani, “il 9 è la data in cui scade il mio contratto e da tempo che sottolineo il fatto che l’impegno della ricostruzione è il territorio, che in primo luogo deve assumersi la gestione di questo processo”.

L’impianto complessivo dell’intervento del Governo per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma del Centro Italia lo scorso anno “vale 1.360 milioni di euro”, ha sottolineato Vasco Errani, “le scuole più piccole saranno pronte entro dicembre mentre quelle più grandi saranno ultimate tra gennaio a febbraio”, ha spiegato Errani sottolineando che “per tutte le scuole l’anno scolastico inizierá regolarmente, in quanto sono stati organizzati sistemi temporanei per l’avvio della scuola”.

A un anno dal sisma pero è stato rimosso solo l’8,57% delle macerie cioè circa 227.500 tonnellate dei 2.657.000 stimati dalle quattro Regioni. Lo rende noto Legambiente spiegando che in totale “rimangono da rimuovere oltre 2.400.000 tonnellate derivanti per la stragrande maggioranza dalle attività di demolizione parziale e totale dei fabbricati che permetteranno di ridimensionare le zone rosse”.

Intanto tracce e ricadute del terremoto quello di agosto e l’altro di ottobre sono ancora evidenti, anche su Roma. Tra Porta San Sebastiano e Porta Latina, denuncia oggi il Messaggero, le crepe comparse su un torrione delle Mura Latine, continuano ad allargarsi pericolosamente.

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