Slitta la riapertura della Termini-Centocelle: le motivazioni curiose di ATAC

La municipalizzata si giustifica: infrastruttura vetusta, dilazione necessaria. I pendolari: gli acciacchi della linea sono noti da tempo

Dieci giorni di chiusura per consentire lavori di manutenzione sulla Termini-Centocelle. Un lavoro che – nonostante i tre anni necessari per organizzare un cantiere di poco più di una settimana – avrebbe dovuto riconsegnare il treno della Casilina all’utenza il 20 marzo.

E invece no.

ATAC ha difatti annunciato che la riapertura slitterà di ulteriori dieci giorni, fatto reso necessario “dallo stato vetusto dell’infrastruttura” che ha reso necessaria una dilazione dei tempi. Una motivazione curiosa, visto che i problemi della linea – e gl’interventi da operare – erano noti alla municipalizzata ben prima che iniziasse la dieci giorni d’interventi nella stazione di Centocelle.

“Siamo passati a lavori di 17 giorni per cambiare 700 metri di binario e 9 scambi – racconta Carlo Tortorelli di Trenino Blu a Radiocolonna – mentre per cambiare uno scambio sulla Metro B, operazione più complessa, ci vuole una notte”. Il conto algebrico dei giorni necessari alla sistemazione della Roma-Giardinetti renderebbe dunque ingiustificato il ritardo nella riapertura. Un disagio che costringerà molti pendolari ad altri dieci giorni di odissea, affidandosi alla Metro C (che non arriva comunque a Termini) o affollando i bus 105.

“Il capitolato d’appalto prevedeva tutta un’altra cosa – conclude Tortorelli – ovvero che i lavori si sarebbero fatti mantenendo la linea in esercizio”.

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