“Apprendiamo con soddisfazione la notizia relativa alla conclusione di un operazione condotta dalle forze dell’ordine, contro un gruppo di tassisti scorretti che avevano architettato un sistema illecito a danno dei colleghi regolari, per poter saltare comodamente la coda ed affittare prima presso l’aeroporto Leonardo da Vinci”.
E’ quanto affermano in un comunicato le strutture sindacali Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Fit Cisl taxi, Uil Trasporti taxi, Ati taxi, Usb settore taxi e Associazione Tutela Legale Taxi.
“Eliminare le mele marce e fare pulizia nel settore – prosegue la nota – contribuisce in modo importante al recupero del rapporto fiduciario e di trasparenza che l’utenza deve avere verso un servizio pubblico come il nostro. Ci costituiremo parte civile in eventuale processo ed nel contempo auspichiamo – conclude la nota – che continui imperterrita l’opera di pulizia e ripristino della legalità da parte delle forze dell’ordine e che con pari forza, possa essere debellato anche il vergognoso fenomeno del procacciamento illecito da parte dei soliti noti operatori del noleggio che da oltre vent’anni continua sostanzialmente indisturbato, presso i terminal di arrivo dello scalo aeroportuale di Fiumicino”.
La Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino ha stroncato un diffuso fenomeno che vedeva un gruppo di 9 tassisti che, con condotte fraudolente, riusciva ad aggiudicarsi un rilevante numero di corse verso la Capitale.
L´indagine ha preso avvio da una denuncia di una passeggera che si era vista minacciare e gettare i bagagli dal taxi, solo perché aveva preteso il rispetto delle regole comunali e quindi l´utilizzo del tassametro per il conteggio del costo della corsa, mentre il tassista voleva applicare il regime forfettario previsto in realtà solo per le corse in partenza da Fiumicino e con arrivo all’interno delle mure aureliane.
Nel caso specifico l´autista disonesto ha abbandonato la donna ed i relativi bagagli sull’autostrada costringendola ad un pericoloso percorso a ritroso a piedi per prendere un altro taxi. Dall’indagine è emerso che un gruppo di tassisti aveva escogitato un sistema grazie al quale riuscivano sempre a mantenere la priorità nelle chiamate rispetto agli altri tassisti.