Stadio della Lazio, ex marito Raggi: facciamolo al Flaminio

Lo storico militante grillino: Lotito, il 99% dei laziali vuole il Flaminio!

Le proposte e le provocazioni, spesso, acquisiscono interesse in base al soggetto che le esterna. In questi giorni – animati dalla questione del nuovo stadio della Roma – è uscita anche una proposta (o provocazione) su un altro stadio, quello della Lazio. A lanciarla non è una figura qualunque ma Andrea Severini, regista radiofonico ma soprattutto ex consorte di Virginia Raggi. Severini è anche un militante storico del M5S nel Municipio XIV, la circoscrizione di Santa Maria della Pietà che ha sfornato la classe dirigente grillina più vicina alla sindaca di Roma, da Angelo Diario (ora presidente della Commissione Sport del Comune di Roma) a Marco Terranova (a capo della Commissione Bilancio), passando per Donatella Iorio ora a capo della Commissione Bilancio. Nessun municipio – come il XIV – è più indicativo per conoscere le idee e le suggestioni delle persone più vicine a Virginia Raggi. La proposta di Severini di recuperare lo storico Stadio Flaminio per giocare le partite della Lazio risponde a due esigenze. La prima, di carattere esclusivamente sportivo, riguarda il radicamento della Lazio nel centro di Roma e il Flaminio sarebbe in linea con questo senso d’appartenenza. La seconda, più programmatica e politica, ha a che fare con la necessità di fare opere a impatto zero.

La proposta di Severini ha ricevuto feedback differenti. Massimo Lazzari ritiene possa essere l’occasione per riqualificare tutta l’area del Villaggio Olimpico che è in uno stato “di abbandono totale”. Veronica Moretti invece critica un’idea che porterebbe ancora più caos in una zona martoriata dal traffico.

 

Ma sabato un comunicato dell’ SS. Lazio ha chiarito la questione, dichiarando che “il sindaco di Roma Virginia Raggi e la sua giunta sicuramente consentiranno di costruire anche per gli appassionati sostenitori dei colori biancocelesti, il proprio stadio, secondo i propri criteri di localizzazione, di efficienza e di qualità dell’impianto, senza ricorrere allo stratagemma dello Stadio Flaminio che non ha alcun requisito e condizione oggettiva per essere lo stadio della Lazio”.

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