Stadio, Ferrara: approvazione entro due mesi

Il capogruppo in Campidoglio annuncia i tempi per l'approvazione del progetto. E attacca l'ex sindaco Marino

“Stiamo lavorando a una nuova delibera che ci consegnerà uno stadio nuovo. Credo che in un paio di mesi se non prima approveremo la nuova delibera. Venerdì abbiamo discusso ma siamo usciti compatti dalla riunione sullo stadio della Roma. Il nuovo progetto dello stadio è una vera rivoluzione”. Queste dichiarazioni al Gr di Tele Radio Stereo 92.7 di Paolo Ferrara capogruppo del Movimento 5 Stelle in aula Giulio Cesare.

 

Poi su Facebook l’attacco frontale all’ex sindaco Ignazio Marino, che aveva dichiarato che la sindaca Raggi ha fatto un favore ai costruttori tagliando il progetto delle torri. “Marino – scrive Ferrara – svela il vero volto del Pd: insistono per poter fare una colata di cemento di oltre un milione e centomila metri cubi di calcestruzzo a Tor di Valle. E cita cifre a caso. I numeri però sono chiari e dalla nostra parte: un taglio del 60% del Business Park. E’ un dato importante. Significa che grazie al M5S è stata tagliata oltre la metà degli edifici privati”.

“Quanto alle opere pubbliche – continua il capogruppo del Movimento 5 Stelle –  evidentemente Marino non sa di che parla: rifaremo la via del Mare da viale Marconi fino al Grande Raccordo Anulare; potenzieremo la linea ferroviaria Roma-Lido con una stazione moderna a poche centinaia di metri dallo Stadio; abbiamo fatto innalzare tutti gli standard qualitativi di progettazione, quelli delle attività di costruzione e anche quelli di realizzazione finale dal punto di vista ambientale convincendo i costruttori ad adottare il livello A4, il più alto al mondo; il parco anche sarà migliorato con verde attrezzato e telecamere di sicurezza; il quartiere di Decima e tutta la zona saranno messi in sicurezza dal punto di vista idrogeologico per dire addio agli allagamenti che hanno subito fino ad ora. Insomma, il nostro è un progetto eco-sostenibile e all’avanguardia. Marino preferiva tre grattacieli e centinaia di migliaia di metri cubi di cemento al posto del verde. Ne prendiamo atto. Noi siamo diversi: preferiamo il verde e la modernità”.

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