Uber, passo indietro del governo. Sciopero dei taxi sospeso

Ma lo scontro è solo rinviato

L’esecutivo rimanda la regolamentazione dell’app in una legge delega, che dovrebbe affrontare anche il dossier Ncc. Ma lo scontro è solo rinviato.

Un passo indietro per evitare il blocco delle città. Venerdì i taxi romani non spegneranno i motori mettendo in atto la clamorosa protesta anti Uberpop minacciata giorni fa e anticipata da Radiocolonna.

Ieri sera, intorno alle 19.00 si è concluso il vertice al ministero dei Trasporti tra il governo e i sindacati delle auto bianche, che non hanno mai digerito i tentativi del Pd di regolamentare il servizio che consente a chiunque di improvvisarsi autista a pagamento. Il governo ha deciso in extremis di rimandare la regolamentazione di Uberpop e Ncc ad una successiva legge delega, incassando per il momento lo stop allo sciopero dei taxi.

Di conseguenza, al Senato, i democratici avrebbero deciso di desistere, accogliendo le indicazioni del governo e demandando la regolamentazione di Uberpop e auto con conducente ad una legge delega, che verrà proposta e incardinata al Senato nelle prossime settimane.

“La disciplina del settore terrà conto delle esigenze del servizio pubblico e delle esigenze dei cittadini”, hanno spiegato in una nota i ministeri dello Sviluppo e dei Trasporti. Una volta approvata la delega, il governo dovrà recepirla fissando le nuove regole all’interno del perimetro indicato dalla stessa delega.

Sia chiaro, è solo un passo indietro non una resa incondizionata ai tassisti. Quanto basta però a scongiurare un venerdì di passione ai romani, che dovranno vedersela già con lo stop dei mezzi pubblici. Lo sciopero, che prevedeva la discesa a Roma di 10.000 auto bianche, è solo sospeso, affermano fonti sindacali. Nell’attesa che il dossier Uber rientri dalla finestra del Senato con la legge delega. (Gianluca Zapponini)

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