“Andrò al Family Day a Piazza San Giovanni. Credo sia ora di smetterla di contrapporre la famiglia alle famiglie formate da coppie gay. Se avessimo ancora una cultura monolitica della famiglia molti dei politici che spingono in queste ore per contrastare la legge sulle unioni civili non avrebbero mai neppure potuto divorziare. Qui non ci sono piazze contrapposte tra i movimenti cattolici e le associazioni gay. Ci sono ritardi decennali della politica a trovare quadri normativi a favore delle famiglie. Per le coppie gay non esistono leggi che regolino nulla. Questo significa lasciare senza tutele chi per una vita vive insieme. Per le altre famiglie non esistono politiche di welfare vero. Si specula su chi non arriva a fine mese in campagna elettorale”. Così in una nota Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center.
“Nel frattempo le nostre società sono cambiate e per far fronte alla crisi economica sono sempre di più le forme di convivenza e di condivisione a partire dalle abitazioni – continua Marrazzo – Vogliamo parlare dell’assenza di piani abitativi per chi ha bisogno? Della giungla del mercato degli affitti? Delle difficoltà ad ottenere mutui? Vogliamo parlare dei costi alti per garantire l’istruzione ai figli? O del salasso rappresentato dalle spese sanitarie? Chi vuole creare un conflitto tra le varie forme di famiglia è solo in cerca di un ruolo politico. Se a San Giovanni come nello scorso Family Day ci saranno parole d’ordine omofobe in stile Mario Adinolfi sarà un grave errore. Per quanto ci riguarda non è quella la Piazza con cui vogliamo scontrarci. Semmai vorremmo cercare un dialogo. Preferisco dialogare sicuramente con Monsignor Galantino che con Gasparri”.
C.T. (Fonte Omniroma)