Velocità e distrazioni: la strage dei neopatentati

Il 40% dei 125 morti sulle strade romane del 2016 aveva appena conseguito la patente. 39 i pedoni falciati

Sono 125 i morti sulle strade romane nel 2016. Un numero enorme, anche se in calo rispetto ai 12 mesi precedenti. È il consuntivo prodotto dai vigili urbani di Roma che presenta una riduzione degli incidenti mortali di 36 unità rispetto allo scorso anno. Ma c’è poco da gioire.

Il 40% dei 125 decessi ha coinvolto giovani neopatentati, mentre sono 39 i pedoni deceduti perché falciati sulle strisce o perché coinvolti in incidenti. Da notare, infine, come l’80% degli schianti mortali sia avvenuto perché il conducente procedeva ad alta velocità, a riprova che, soprattutto in città, è necessario moderare l’andatura. Il 59,68% dei morti era alla guida di auto o moto, con le prime che prevalgono per 40 a 37.

Una strage che è da imputare anche alla cattiva condizione del manto stradale, che necessita di una immediata e urgente “rinfrescata” per poter offrire condizioni più sicure a chi usa le strade romane. Secondo i vigili, infine, una parte consistente di colpa deve essere attribuita ai messaggi sul cellulare, che portano enormi distrazioni ai guidatori che, in alcuni casi, possono rivelarsi fatali.

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