Vertice Governo-Regioni, si stringe su riaperture

Lo scopo e' quello di anticipare la riaperture di alcune attività al 18 maggio e non attendere il 1 giugno.

Potrebbe essere quello delle 18 l’incontro decisivo fra governo e Regioni per definire un calendario di riaperture regione per regione. Per quell’ora, infatti, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, assieme ai ministri degli Affari Regionali e della Salute, Francesco Boccia e Roberto Speranza, ha convocato una videoconferenza con i presidenti di Regione. Lo scopo, appunto, e’ quello di vagliare i protocolli messi in campo dai governatori per anticipare la riaperture di alcune attivita’ al 18 maggio e non attendere il 1 giugno. Una eventualita’, questa, su cui anche il ministro degli Affari Regionali si era gia’ detto possibilista. Le condizioni sono sempre le stesse: che le Regioni interessate a riaprire in anticipo presenti un tasso di contagio al di sotto di R con zero e che presentino protocolli di sicurezza tali da scongiurare il rischio di una ondata di ritorno dei contagi. Ma il dettaglio lo si vedra’ durante la videoconferenza di questa sera.

“Ho apprezzato le parole del ministro Boccia, che ritiene possibile la definizione di una cornice per avviare riaperture differenziate attraverso linee guida di riferimento per i provvedimenti regionali”, spiega il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: “La Toscana, rispettando sostanzialmente gli indirizzi del governo, ha in molti casi adottato misure anche piu’ prudenziali, pur avendo un quadro epidemiologico nettamente migliore rispetto ad altre Regioni e alle medie nazionali”. In attesa del vertice, il presidente del Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, sembra aver gia’ deciso di andare allo scontro con il governo: “Noi dobbiamo, ovviamente, prendere delle decisioni di carattere autonomo. La leale collaborazione e’ venuta meno dal governo, non dalle Regioni”, spiega. La proposta delle Regioni, aggiunge l’esponente leghista, “era di ipotizzare da oggi una riapertura del commercio al dettaglio e dal 18 invece le altre attivita’” mentre “il governo non ha dato nemmeno una risposta”.

Anche il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza Stato Regioni, il dem Stefano Bonaccini, preme per una ripresa veloce delle attivita’, pur subordinando l’alzata della saracinesca alla curva dei contagi: “Lo ripeto da diversi giorni ormai: se la curva dei contagi continuera’ la discesa di queste ultime settimane dobbiamo dare la possibilita’ ad attivita’ oggi ancora chiuse di riaprire, ovviamente nella completa sicurezza di lavoratori e clienti”. In particolare, per quanto riguarda l’Emilia Romagna, Bonaccini, nei giorni scorsi aveva spiegato che dal 18 maggio “io credo che i bar, i ristoranti, i negozi al dettaglio, ma anche parrucchieri, estetisti, tatuatori, possano aprire”

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