All’orto botanico di Roma la “Conserva della Neve”

Dal 16 al 18 settembre la manifestazione sull'architettura del verde dedicata alla ricerca, ricreazione e divulgazione di piante rare ed insolite.

L’Orto Botanico di Roma
L’Orto Botanico di Roma

Espositori da collezione, conferenze e incontri a tema, visite guidate e tour botanici alimenteranno la nuova edizione della manifestazione sull’architettura del verde dedicata alla ricerca, ricreazione e divulgazione di piante rare ed insolite. Saranno oltre 60 gli espositori collezionisti in mostra a “La Conserva della Neve” la manifestazione sulla biodiversita’ vegetale con particolare riferimento alle piante ornamentali piu’ ricercate in programma dal 16 al 18 settembre al Museo Orto Botanico di Roma. Vegetazioni rare, dalle piu’ antiche ed esotiche, difficilmente reperibili nei circuiti tradizionali, saranno esibite ed illustrate lungo il circuito naturale disegnato dall’area di 12 ettari del prestigioso giardino botanico della Capitale, ogni giorno dalle 9 alle 19 con orario continuato.

Si potranno conoscere basilici perenni con profumi spettacolari, peperoncini in collezione con svariate gradazioni di piccantezza, collezioni insolite della fascia tropicale e subtropicale, una immensa produzione di narcisi e di bulbi da fiore, graminacee ornamentali e spontanee resistenti al secco ed erbacee perenni rustiche, grandi varieta’ di piante carnivore e piante acquatiche (tra cui la ninfea Thumamruksa, campionessa del mondo come miglior ibrido), pelargoni del ‘700 e da collezione; Tillandsie della famiglia Bromeliaceae provenienti da altri emisferi, salvie dell’America latina dagli odori intensi e dalla fioritura stagionale diversificata, palme e piante ortive introvabili, rose antiche, bourbon, te, noisette, Hydrangeas, Magnolie, Cornus, Lagerstroemia e alcune piante desuete, fra cui l’australiana Kangaroo Paw, i cui fiori vengono usati come rimedio terapeutico utile a migliorare la sensibilita’ e la gentilezza.

Tra le conferenze, il calendario propone: “Dal seme al fiore”, a cura del Vivaio La Ginestra, che da oltre trentacinque anni produce piante endemiche della costiera sorrentina/amalfitana e che vedra’ Nello Trapani raccontare al pubblico i piccoli accorgimenti da fare per far vivere, crescere, fiorire e riprodurre le piante, con il motto “un giardino si inizia e forse non si finisce mai”; “L’Agricoltura incentrata sulla vita – I microrganismi effettivi”, in cui Vanni Ficola, esperto in Tecnologia di Microrganismi Effettivi, illustrera’ come la combinazione di batteri, lieviti e funghi testati e sicuri, favorisca la rigenerazione del suolo, matrice di tutta la vita e substrato indispensabile a tutte le coltivazioni; “Hortus conclusus: storia ed evoluzione del giardino monastico di San Paolo fuori le Mura” che vede Vincenzo Mazziotta, curatore del “Giardino Biblico e dell’Orto dei Semplici” e dei Corsi sul riconoscimento ed uso delle piante officinali coltivate nell’orto monastico dell’Abbazia, illustrare un viaggio di quindici secoli attraverso la narrazione di piante, la simbologia sacra e l’utilizzo medicinale dei “semplici” come tramandato nei testi dei medici della Scuola medica salernitana e di Ildegarda di Bingen sino ad arrivare ai nostri giorni con le moderne acquisizioni scientifiche; in “Apicoltura, tecniche e sviluppo, dai monasteri medievali al giorno d’oggi”, Valentino Mango dissertera’ sullo sviluppo dell’apicoltura nel mondo benedettino, rifacendosi anche parallelamente alla storia dell’ape italiana ligustica, che insieme ai monaci e’ approdata in tanti monasteri d’Europa, con un approfondimento sulle tecniche apistiche attuali, dall’apicoltura con arnia a cuore all’apicoltura con arnia dadant; infine, “From Tresco to Great Dixter: folli esperienze lavorative da un paradiso sub tropicale nelle isole Scilly alla pazzia del giardino ribelle per eccellenza”, in cui uno dei massimi esperti di specie botaniche, il paesaggista e giardiniere Giulio Baistrocchi, descrivera’ lo spirito dei luoghi visitati dai pirati in Cornovaglia e la vocazione dell’eccentrico giardino dell’Essex, dove ha approfondito la sua esperienza botanica a contatto di piante originalissime.

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