Ciclabili, siamo culturalmente pronti?

Da anni la rete di piste ciclabili presenti sul territorio urbano di Roma cresce a vista d’occhio. Siamo andati a percorrere alcuni tratti delle ciclabili romane per verificarne effettivamente il loro stato di “salute”.

La mobilità sostenibile è il nostro futuro, ridurre a 0 le emissioni il nostro obbiettivo. Una sfida comune che una metropoli come Roma non può che raccogliere e portare avanti con determinazione, fornendo risposte concrete sul campo.

Tra le varie ipotesi percorribili, per ridurre a 0 le emissioni, si colloca quella della mobilità sostenibile. Una mobilità urbana fatta di spostamenti in bici, ora anche elettriche, o con i nuovi monopattini elettrici. Negli ultimi anni, specialmente con l’amministrazione Raggi, è stata ampliata la rete di piste ciclabili presenti in città; un ampliamento che ha reso possibile la copertura di zone sia centrali che periferiche della città.

Un grande impegno quello portato avanti dall’amministrazione comunale nel costruire questa nuova rete di collegamento tra le varie zone cittadine. È ora possibile, mediante un plug-in di Google Maps, seguire i vari percorsi ciclabili presenti nella capitale. Il plug-in creato da un utente del web permette infatti di capire qual è il percorso migliore da seguire, o anche di vedere se ci sono pericoli lungo il tragitto. Questo impegno non trova un corretto riscontro però da parte della cittadinanza. Sono sempre molto frequenti le situazioni di pericolo, specialmente nelle zone di periferia, che si vengono a creare per chi sceglie di muoversi mediante bici, monopattini, o altri mezzi “ecosostenibili” su queste nuove arterie “green”. Per trovare un’adeguata risposta a questa situazione abbiamo percorso alcuni tratti delle ciclabili romane riscontrando i seguenti problemi.

Nella maggior parte dei casi i pedoni, noncuranti del pericolo, si trovano a invadere le corsie ciclabili senza far uso dei marciapiedi. Stesso discorso vale per gli automobilisti che non rispettano, quasi mai, questa nuova corsia “aggiuntiva”, andando così spesso ad invadere le carreggiate ciclabili mettendo a serio rischio l’incolumità di chi le percorre. Altro discorso riguarda, sempre, quegli automobilisti che posteggiano le auto sulla ciclabile, rendendo, in alcuni casi, completamente impraticabile la carreggiata. Tutti gesti gravi che andrebbero puniti severamente.

Una nota di demerito però va fatta al comune di Roma. Disastrosa è infatti la situazione che troviamo sulla via Prenestina, una strada consolare sulla quale passa una delle piste ciclabili più “trafficate” della Capitale. Nonostante questo aspetto, è molto facile trovare la carreggiata invasa dai rifiuti; il tutto a sottolineare quanto insostenibile sia diventata oramai la situazione legata all’azienda di raccolta dei rifiuti Ama.

Spostandoci nel quadrante nord della città, Ponte Milvio-Prati-Lungotevere Flaminio, sono numerosi i tratti delle ciclabili completamente dissestate. E questo si traduce nell’incolumità e nella rabbia di chi sceglie di usare questi percorsi green.

Senza dubbio l’impegno nel fornire ai cittadini spazi per la mobilità green c’è, e si vede. La domanda che però ci sorge spontanea è: siamo davvero culturalmente pronti, ad affrontare questa nuova svolta della mobilità, all’insegna della sostenibilità e della civiltà?

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