Economia Lazio: Roma, record innovazione, già attivi 25 “acceleratori”

Numerosi i programmi per velocizzare la crescita e lo sviluppo delle aziende. Nell'hub di Termini 1.800 dipendenti. Una startup italiana su dieci sceglie il capoluogo laziale come quartier generale del proprio business

credit: Dock3 Università Roma Tre

Roma si candida a diventare la nuova Capitaìe europea dell’innovazione. In città infatti la Camera di commercio locale conta 25 acceleratori, programmi che aiutano a velocizzare crescita e sviluppo di imprese già formate. La loro diffusione ha fatto sì che una startup italiana su dieci scelga il capoluogo laziale come quartier generale del proprio business. Lo scrive il ‘Corriere della Sera’ che dedica un articolo allo sviluppo dell’innovazione nella Capitale.

L’incubatore più facilmente raggiungibile è quello della holding LVenture Group, ospitato presso la stazione ferroviaria Termini. In 8 anni lo staff è intervenuto su oltre 130 aziende agili, che in tutto hanno raccolto 115 milioni. Di queste 90 fanno parte del portafoglio della società, fatturano oltre 50 milioni di euro e danno lavoro a oltre 1.800 dipendenti. “Negli ultimi 12 mesi abbiamo investito in altri 15 progetti – spiega al ‘Corriere della Sera’ Luigi Capello, amministratore delegato di LVenture Group -. Tra gli obiettivi dei prossimi anni ci sono il supporto alle società di capitali e l’incremento di investimenti”.

Insieme alla controllata del ministero dell’Economia Cassa depositi e prestiti, il consorzio per la formazione Elis e la società energivora Eni, il gruppo gestisce anche l’acceleratore Zero, che con una dotazione di 4,6 milioni aiuta le Pmi emergenti nell’ambito delle tecnologie pulite. Tra i partner figurano la multiutility capitolina Acea, la Microsoft e l’ingegneristica Maire Tecnimont. Delle 180 applicazioni al bando ne sono state selezionate 9 impegnate nella decarbonizzazione e nell’economia circolare.

Un esempio è Levante, ditta specializzata in prodotti a basso impatto ambientale, che ha lanciato un pannello solare in fibra di carbonio riciclata dall’industria automobilistica, dispiegabile in moduli come gli origami a cui è ispirato. A ospitare formazione e sostegno tecnico è l’area del Gazometro nel quartiere Ostiense, zona riqualificata proprio dall’erogatrice di gas e luce per fame il futuro polo di un ecosistema avveniristico.

Poco distante ha sede l’ateneo di Roma Tre, che con il piano Dock 3 da io anni insegna alle giovani generazioni le basi dell’imprenditoria. I partecipanti provengono da facoltà e regioni diverse, componendo team multidisciplinari che mettono in pratica quanto imparato. Le idee migliori verranno finanziate dalla Regione con uno stanziamento che varia dai 5 ai io mila euro. “Entro fine anno inaugureremo una fondazione che consentirà a ragazze e ragazzi di confrontarsi con incubatori e soggetti privati e istituzionali – sottolinea al Corriere della Sera’’ il responsabile Carlo Alberto Pratesi -. L’obiettivo è creare un centro di aggregazione con uno sguardo all’estero. Ecco perché integriamo il corso con altre attività, come il recente viaggio a Berlino alla scoperta del sistema tedesco”.

Ma il panorama urbano non è fatto solo di hub storici. Appena una settimana fa è stato inaugurato il Contamination  Lab dell’università Sapienza, allestito tra le sedi di via Ostilia al Celio e via del Volsci a San Lorenzo. Qui gli studenti condivideranno spazi, strumenti e competenze per valorizzare il patrimonio culturale della regione. “Attingiamo talenti da un bacino che comprende i nostri 115mila iscritti, a cui si aggiungono quelli di Tor Vergata, Roma Tre e Tuscia – sottolinea la referente Paola Panarese -. Nelle prossime settimane si formeranno le prime comunità di progetto, a cui si accompagnerà la ricerca di ulteriori fondi per sostenere il programma”.

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