Gualtieri, a Natale Roma più pulita ma c’è tanto da fare

In centro meno rifiuti, in periferia criticità. C'è nodo impianti

A ridosso delle feste di Natale la pulizia straordinaria di Roma, avviata come prima azione qualificante della giunta Gualtieri, prosegue a velocità alternate: più rapidamente in centro, meno in periferia. L’amministrazione ha stanziato 40 milioni per caditoie, sfalciamento, rimozione di micro-discariche e, ovviamente, per intensificare la raccolta dei sacchetti. La nota dolente. “Penso che si comincino a vedere i risultati – ha detto il sindaco – Stiamo facendo il massimo” e il 28 dicembre (data in cui il Campidoglio ha in programma una conferenza stampa, ndr) “spero di poter dire di aver raggiunto un primo obiettivo: migliorare la situazione rispetto a come l’abbiamo trovata. Ma per raggiungere gli standard di eccellenza assoluta che vogliamo bisognerà lavorare moltissimo”. Alla base dell’endemica crisi dei rifiuti a Roma c’è l’assenza, da quasi una decade, di impianti e di siti di conferimento sul territorio. Da quando, nel 2013, venne chiusa Malagrotta, la mega-discarica in cui finiva gran parte dell’immondizia cittadina, questa per essere smaltita viaggia in lungo e in largo per lo stivale.

Un sistema costoso e fragile, messo a rischio da qualsiasi inconveniente e che puntualmente si ripercuote sulla pulizia, con i sacchetti che restano per giorni nei pressi dei cassonetti. Da dicembre 2018, quando un incendio distrusse il Tmb Salario, alla municipalizzata Ama è rimasto un solo impianto di trattamento meccanico biologico di proprietà, a Rocca Cencia: un impianto che attualmente funziona al 70%. Risultato? Una città strettamente dipendente da altri territori nella gestione dei suoi scarti. Non a caso, il guasto ad un impianto di Frosinone (che serviva la Capitale) è stato il primo grosso inciampo del piano del Campidoglio.

“Abbiamo messo una macchina un po’ arrugginita al massimo” ma “non c’erano sbocchi adeguati per i rifiuti e abbiamo dovuti trovarli. Adesso ne raccogliamo 1.500 tonnellate in più più a settimana”, spiega Gualtieri. Che, a due giorni dalla vigilia, ha precisato meglio i suoi obiettivi: “La Giunta si è insediata meno di 50 giorni fa. Noi non abbiamo mai detto che avremmo risolto tutti problemi della pulizia (sarebbe stato un obiettivo impossibile anche per Superman), ma che avremmo reso Roma più pulita di come l’abbiamo trovata” e il rischio era “andare a peggiorare perché di questi tempi (sotto Natale, ndr) i rifiuti aumentano”. Per spingere il programma Ama ha introdotto un bonus fino a 360 euro lordi per i dipendenti che rinunciano a ferie e permessi fino al 9 gennaio: un benefit legato alla produttività, subito etichettato dai detrattori come “Il bonus per gli assenteisti” e poi oggetto di precisazioni. “Abbiamo messo in strada tantissimi operatori – ha rivendicato il primo cittadino – ma c’è un lavoro di breve termine e un lavoro di lungo termine”. Per avere una città davvero pulita “bisognerà fare nuovi impianti, ristrutturare completamente i metodi di raccolta di Ama, modificare anche alcune tecniche”. Nei piani del Comune a trazione dem, tra le altre cose, c’è la realizzazione di due impianti per l’organico (bio-digestori) con i fondi del Pnrr ma anche piccole discariche di servizio.

La sfida sarà superare la sindrome di Nimby che, negli scorsi anni, ogni volta che veniva annunciato un sito faceva scoppiare proteste sul territorio in questione, costringendo di fatto alla retromarcia. Non solo: si lavorerà anche sul ripristino della raccolta dedicata alle utenze non domestiche (avviata dal 13 dicembre nel primo municipio) e ad una organizzazione più capillare attraverso “le Ama di municipio”. Quanto alla differenziata, posto che l’obiettivo del 70% annunciato nel 2017 è quanto mai lontano (siamo di poco sopra al 45%) , ora si punta al 50% da raggiungere entro un anno. (di Paola Lo Mele per Ansa)

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