Invasione di granchi blu nella costa laziale: Legambiente, “colpa delle alte temperature”

"C'è una tropicalizzazione del nostro mare - spiega il presidente Roberto Scacchi - che sta cambiando anche la rete biologica. A oggi non è pericolosa per l'uomo però, ovviamente, ancora non conosciamo l'impatto complessivo. Nei prossimi mesi verificheremo se avrà effetti anche su alcuni risvolti economici, come per la pesca"

Sabato scorso, nel canale che sfocia presso la spiaggia di Torre Flavia, è stato rinvenuto questo granchio blu di circa 20 cm. Scrive la pagina Facebook "Amici di Torre Flavia" photo credit: amici di torre flavia

Il granchio reale blu “man mano si sta palesando sulle nostre coste, colonizzandole, dopo aver risalito i mari caldi. È una specie molto impattante per tutte le altre: ha un fattore dominante anche perché può avere dimensioni importanti e con le chele, potrebbero anche riuscire a mangiare i nostri granchi. Rischiano di prevaricare e scalare la catena alimentare della costa. Gli eventuali danni, comunque, li vedremo tra qualche mese, soprattutto dopo la loro riproduzione”. È quanto spiega all’Ansa, Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, in merito al granchio reale blu, che ha fatto la sua comparsa sula costa laziale, a Ladispoli.

La colpa di questa “emigrazione” per Scacchi deve essere rintracciata “soprattutto per l’aumento della temperatura delle nostre acque, che permette alle specie non autoctone di proliferare, riprodursi”.

“C’è una tropicalizzazione del nostro mare – ha spiegato – che sta cambiando anche la rete biologica. Le specie arrivano e si trovano bene”, ha aggiunto il presidente sottolineando: “A oggi non è pericolosa per l’uomo però ovviamente ancora non conosciamo l’impatto complessivo. Nei prossimi mesi verificheremo se avrà effetti anche su alcuni risvolti economici, come per la pesca”.

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