L’allarme di Goletta Verde: ecco tutti i punti inquinati nel Lazio da più di 10 anni

Sei su litorale laziale e uno sul lago di Bolsena. Mala depurazione principale nemico di mare e laghi

Su 263 campioni prelevati lungo le coste marine italiane, 22 punti sono stati giudicati inquinati mentre ben 70 punti sono risultati fortemente inquinati: complessivamente oltre i limiti di legge quindi il 35% del totale, 1 punto inquinato ogni 81 km di costa. E’ il bilancio della 35esima edizione del monitoraggio Goletta Verde, la campagna itinerante di Legambiente, con partner principali Conou e Novamont. Il 50% dei punti monitorati dalla campagna (131 punti su 263) ha riguardato le foci di fiumi e canali. Delle 131 foci campionate, il 58% (76 su 131) e’ risultato oltre i limiti di legge, a dimostrazione di come le foci siano i punti critici che portano inquinamento a mare a causa delle note criticita’ depurative del nostro Paese, e siano dunque questi i punti maggiormente da attenzionare da parte delle istituzioni competenti. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come ”inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e ”fortemente inquinati” se almeno uno dei due parametri viene superato per piu’ del doppio del valore normativo.

Nel Lazio i punti segnalati: la foce del Marta a Tarquinia (Vt), del canale altezza via Crocetta a Pomezia (Rm), del Fosso Grande ad Ardea (Rm), dello Zambra a Cerveteri (Rm), del Rio Vaccina a Ladispoli (Rm) e del Rio Santacroce a Formia (Lt). Sul Lago di Bolsena, a Montefiascone (Vt) segnalato anche il punto alla foce del canale nei pressi del parco giochi sul lungolago, anche esso tra i punti da almeno 10 anni inquieto o fortemente inquinato.

“La mala depurazione e gli scarichi illegali restano il principale nemico del nostro mare e delle acque interne, come raccontano i nostri risultati – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -, con questi dati, ci mettiamo a totale disposizione delle amministrazioni locali per risolvere i problemi, senza minimamente volerci sostituire alle autorita’ competenti ai monitoraggi e senza tantomeno voler dare giudizi complessivi su interi tratti litoranei.

Per aggredire al meglio i problemi irrisolti sul litorale e nelle acque interne, bisogna rafforzare e dare gambe alle politiche di tutela e di sviluppo sostenibile legate all’intero sistema idrico: il grande lavoro messo in campo grazie all’Ufficio di Scopo per i Contratti di Fiume, e’ la novita’ positiva nella Regione Lazio, alla quale i territori possono fare riferimento e chiediamo a tutte le istituzioni di collaborare al meglio per il successo di questi percorsi. L’insieme di punti da almeno un decennio con risultati preoccupanti dalle analisi di Goletta, indica una forte concentrazione nell’area romana dove incide anche la qualita’ dell’acqua del Tevere: per andare ad affrontare questo tema, ci rivolgiamo alla Regione perche’ si concretizzi l’istituzione di un grande Parco Regionale del Tevere, per il quale esiste gia’ la proposta di legge, che possa incidere in maniera straordinariamente positiva nell’intero sistema idrico della Capitale e di tutto il Lazio”.

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