Dalla Balduina ai Parioli: ecco le zone di Roma più a rischio frane

Dopo le recenti frane tra Formello e la zona di Ponte Milvio, cresce l’attenzione sul rischio idrogeologico a Roma. Secondo la mappa del Comune realizzata con l’Ispra, le aree più esposte sono quelle con terreni sabbiosi, argillosi o tufacei, soprattutto a Roma nord.

La frana sulla Settevene Palo

Le recenti frane che hanno colpito Formello e la zona di via Ronciglione, vicino a Ponte Milvio, hanno riacceso l’attenzione sul rischio idrogeologico nella capitale. Molti cittadini si chiedono infatti quali siano le aree di Roma più esposte a smottamenti e cedimenti del terreno.

Una prima risposta arriva dalla mappa del rischio idrogeologico del Comune di Roma, realizzata in collaborazione con l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Secondo questa analisi, le zone più vulnerabili sono quelle caratterizzate da terreni sabbiosi o argillosi, particolarmente diffusi nella parte nord della città.

Tra le aree considerate più delicate ci sono la collina dei Parioli, il versante di viale Tiziano e il costone di Valle Giulia. Anche gran parte di Monte Mario, con il quartiere della Balduina al centro, presenta condizioni geologiche fragili. Non mancano criticità lungo la via Flaminia, dal Labaro fino a Castel Giubileo, mentre più a sud vengono segnalate situazioni di rischio anche nel quartiere di Monteverde.

Alla Balduina, ad esempio, da tempo circola la voce secondo cui il quartiere starebbe lentamente sprofondando. In realtà il fenomeno è legato alla natura argillosa del terreno, che può essere soggetto a piccole voragini causate dall’infiltrazione dell’acqua nei suoli friabili. Le caratteristiche del terreno sono ben visibili anche nelle alture giallastre del vicino parco del Pineto.

Altre zone della città risultano però ancora più esposte, soprattutto dove sono presenti costoni collinari o pareti sabbiose e tufacee molto ripide, spesso a ridosso degli edifici. È il caso delle pareti tufacee di Grottarossa e della collina dei Parioli, già protagonista di una frana importante nel 2007, quando un fronte di circa quaranta metri cedette tra viale Maresciallo Pilsudski e viale Tiziano.

Problemi simili si registrano anche in altri quartieri. La collina della Garbatella, in particolare nell’area attraversata da via delle Sette Chiese, fu interessata da un cedimento nel 2018 che provocò lunghe chiusure stradali. Altre zone costruite su terreni sabbiosi o ghiaiosi sono la Muratella, le alture di Valle Aurelia e il quartiere del Torrino.

Tra le aree più delicate figura anche la Valle Galeria, caratterizzata da ghiaie grossolane e sabbie molto permeabili, che favoriscono l’infiltrazione dell’acqua nel sottosuolo. Infine, anche il centro storico non è immune da rischi: il colle Capitolino, in particolare il costone della Rupe Tarpea, è stato colpito da un cedimento nel 2018. Qui, come in altre zone della città, la presenza di tufo rende il terreno fragile e vulnerabile all’azione dell’acqua.

La combinazione tra caratteristiche geologiche e piogge intense continua quindi a rappresentare un fattore di rischio per diverse aree della capitale, rendendo fondamentale il monitoraggio costante del territorio.

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