Maker Faire, giovani afghane progettano robot sognando Marte

Oltre cento hanno già creato StartUp

Costruiscono robot pensando a Marte, le giovani afghane appassionate di tecnologia che nel loro Paese hanno già dato vita a un centinaio di startup. Di loro raccontano le colleghe che sono riuscite a lasciare il Paese e che portano le loro storie alla Maker Faire, la principale rassegna europea sull’innovazione in corso a Roma, fino al 10 ottobre. Organizzata dalla Camera di Commercio negli spazi del Gazometro, la Maker Faire è un vero punto di incontro internazionale dei maker e degli attori dell’innovazione, ed è qui che sono arrivate le donne afghane di Digital Citizen Fund, l’associazione che promuove l’accesso alla tecnologia e alla robotica per i ragazzi e in particolare per le ragazze. “Ne abbiamo aiutate migliaia a formarsi”, racconta la fondatrice dell’associazione, Roya Mahboob, che oggi vive negli Stati Uniti.

“E’ importantissimo che le ragazze giovani, anche giovanissime, possano avere accesso all’educazione, anche Stem”, ha detto riferendosi all’insegnamento di Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. “In Afghanistan – ha aggiunto – ci sono 27 milioni di persone under 25, che possono offrire al Paese una chance di crescita, economica e culturale senza pari. E’ fondamentale che abbiano accesso all’educazione, tutti, sempre, qualsiasi la loro condizione e genere”. E’ convinta dell’importanza dell’istruzione scientifica anche Azada Barakzai, del gruppo Afghan Dreamers, che alle ragazze insegna a programmare i robot. “Credo fortissimamente nell’importanza di aiutare le ragazze nei loro sogni, di supportarle nella ricerca della propria strada e dei loro diritti. Il mio sogno è aiutare le ragazze ad essere libere di perseguire le proprie ambizioni, in un Paese che ne rispetti pienamente i diritti e offra loro accesso pieno all’educazione che desiderano”.

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