Rifiuti: chiuso l’impianto Saf di Colfelice, possibili ripercussioni anche su Roma

L'impianto era in grado di smaltire 140 tonnellate al giorno

Da oggi i comuni della provincia di Frosinone non raccolgono più il residuo secco indifferenziato dei rifiuti, il cosiddetto indifferenziato, dopo che lo stabilimento Saf di Colfelice ne ha annunciato il blocco dei conferimenti: infatti, il valore dello zinco riscontrato nel prodotto finale, quello che sarebbe poi destinato alle discariche o al termocombustore di San Vittore del Lazio, è troppo altro. A causa dello stop della Saf la raccolta dei rifiuti indifferenziati è stata bloccata per tutti i comuni che vi conferivano. Lo stabilimento in questione rientra nel piano regionale per i rifiuti del Lazio, che, nell’ultima ordinanza a firma dell’amministrazione prevede che a Colfelice si conferiscano 140 tonnellate di rifiuti al giorno. Rifiuti che arrivano anche da Latina e da Roma.

La Saf ha fatto sapere che la lavorazione, e quindi i conferimenti, riprenderanno in data da destinarsi; quando saranno ripristinati i giusti valori dello zinco, oppure quando verrà individuato uno stabilimento che possa lavorare il prodotto della Saf nonostante gli elevati valori di zinco. Tra questi, secondo quanto apprende Agenzia Nova, sembra essere stato individuato un termocombustore a Brescia che, però, ha un costo di smaltimento a tonnellata di molto superiore a cui va aggiunto, ovviamente, il costo per portare i rifiuti in loco. Il perdurare del blocco dell’impianto Saf porterebbe ad una emergenza rifiuti a Frosinone e, certamente non aiuterebbe la già difficile situazione dello smaltimento dei rifiuti nella Capitale.

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