Siccità: Regioni premono Governo per lo stato di emergenza

Al vaglio una sorta di "embargo" all'acqua ludica. A Roma si pensa di chiudere i 'nasoni'

Le Regioni chiederanno oggi al governo lo stato di emergenza per affrontare l’allarme siccita’ al Nord e avere il supporto a livello nazionale della Protezione Civile. Si teme soprattutto per le colture agricole e la sicurezza alimentare, e potrebbe essere deciso un razionamento dell’acqua destinata ad altri usi, compresi i parchi acquatici. Intanto l’esecutivo lavora all’estensione delle misure taglia-bollette nel terzo trimestre, che potrebbe essere decisa dal consiglio dei ministri in programma per oggi.

In una situazione “grave” la prima scelta e’ tagliare il superfluo. Una opzione dettata dalla contingenza dei fatti, di una siccita’ che, non solo nelle regioni del Nord, sta portando ad una vera e propria emergenza nazionale. Gia’ alcune amministrazioni locali sono passate all’azione con ordinanze con cui si “razionalizza” l’utilizzo dell’acqua “vietando quello diverso dall’alimentare, domestico ed igienico”. L’obiettivo resta quello di un quadro comune di provvedimenti per prevenire lo spreco d’acqua, con il razionamento e l’indicazione a privilegiare l’uso per i fabbisogni primari.

Al vaglio una sorta di “embargo” all’acqua ludica, all’utilizzo senza regole per piscine, fontane e giardini fino ad arrivare ad un utilizzo domestico oculato. Osservati speciali anche i parchi divertimento sparsi un po’ ovunque sul territorio. L’associazione di categoria per scongiurare uno stop all’attivita’ propone di ricorrere all’acqua di mare (trattata e filtrata) per le strutture che si trovano in prossimita’ delle coste. Le Regioni, in tal senso, chiederanno provvedimenti mirati che puntino da subito a razionare l’acqua in favore di un uso maggiore a scopi umani (di prima necessita’) e agricoli, anche per scongiurare in futuro un’immediata chiusura di parchi acquatici, piscine o la disattivazione di fontane monumentali. Nei giorni scorsi molti comuni del Piemonte e in alcune zone della Liguria sono state varate ordinanze ad hoc. Nella sola provincia di Torino gia’ una ottantina di amministrazioni locali hanno emesso provvedimenti per disciplinare l’uso dell’acqua.

“L’appello a non sprecare acqua vale sempre: in un momento come questo e’ doppio: cercare il piu’ possibile di limitare i consumi idrici e domestici”, ha detto ieri il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Un quadro che con il passare dei giorni senza pioggia potrebbe ampliarsi a tutto il territorio tanto che il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e’ pronto a firmare il decreto per la dichiarazione dello stato d’emergenza regionale per la siccita’, necessario per la richiesta dello stato d’emergenza nazionale.

Nel Lazio il presidente Zingaretti ha scritto a tutti i sindaci per chiedere di adottare “provvedimenti preventivi per il risparmio idrico”. La crisi idrica rischia di colpire anche Roma e riportarla al 2017: le Istituzioni del territorio, come cinque anni fa, potrebbero andare verso decisioni piu’ drastiche. Tra le altre misure quelle gia’ adottate in passato con la possibilita’ di chiudere le fontane pubbliche, i caratteristici ‘nasoni’, l’approvvigionamento di acqua potabile con autocisterne almeno nei quartieri nella fascia sud- est della Capitale, i piu’ critici.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna