Siccità: Zingaretti, “per Lazio proclamerò lo stato di calamità naturale”

"Dobbiamo prepararci a una situazione che sarà molto critica che dovrà basarsi sul risparmio idrico di tutte le attività a cominciare dai consumi familiari"

“Nelle prossime ore proclamerò lo stato di calamità naturale”. Lo annuncia presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Lo stato di calamità servirà ad adottare immediatamente le prime misure e a invitare i sindaci alle prime norme di contenimento. Ovviamente dobbiamo prepararci a una situazione che sarà molto critica che dovrà basarsi sul risparmio idrico di tutte le attività a cominciare dai consumi familiari”, ha detto.

“Ci saranno anche però forme di approvvigionamento e di presenza vicino alle amministrazioni comunali”, ha sottolineato. “Per ora lo stato di calamità naturale è il primo step, monitorando” anche “la situazione con le prefetture Acea e con gli altri attori interessati vedremo quali altri step successivi si faranno”, ha spiegato Zingaretti.

“L’emergenza climatica non è un problema del futuro è un problema del presente – ha aggiunto -. Comincia addirittura ad essere stancante dirlo. Vediamo cosa sta succedendo in tutta Italia e dobbiamo muoverci anche noi. Per ora mi permetto di dire a tutti: fare i conti con l’emergenza climatica vuol dire risparmiare acqua”, ha concluso Zingaretti.

Siccità: anche Coldiretti chiede lo stato di emergenza

“Dobbiamo chiedere lo stato di emergenza, collegato all’intervento della Protezione civile”: lo ha detto Ettore Prandini, presidente Coldiretti, questa mattina partecipando in video collegamento al convegno ‘Sicurezza alimentare e qualità delle risorse idriche’ che si è svolto a Palazzo Stelline a Milano, parlando della siccità che sta colpendo l’Italia. “Dobbiamo investire in tempi brevi – ha aggiunto – sui bacini di accumulo. Rispetto a tutto ciò che concerne il tema depurazione non dobbiamo creare ostacoli perché c’è un 12 per cento di acqua che non ha le caratteristiche. Dobbiamo creare le condizioni per cui quel 12 per cento vada esattamente in linea con quelli che sono parametri che noi pretendiamo nel riutilizzo dell’acqua depurata, ma dobbiamo avere l’intelligenza di poter utilizzare tutto ciò che ci sarà messo a disposizione. Sennò le difficoltà ricadranno sul nostro mondo”.

“Sulle semine autunnali del grano abbiamo perso in alcuni territori fino al 30 per cento del raccolto, con un dato a livello nazionale che è vicino al 15. Ma rischiamo di perdere molto di più per quanto riguarda le semine del periodo primaverile”, ha continuato Prandini.

“È un lusso – ha aggiunto – che non ci possiamo permettere perché vorrebbe dire non solo diminuire la capacità produttiva, ma mettere in ginocchio interi comparti come quello zootecnico”. Il presidente di Coldiretti ha poi affermato: “Un paese normale crea le condizioni per le quali il settore agroalimentare viene fortemente valorizzato e difeso. Di fronte anche a questo principio, noi dobbiamo avere oggi evidenza che subito dopo l’uso umano ci sia interesse e l’utilizzo di tutta acqua staccata nelle prossime settimane dedicata solo ed esclusivamente all’agricoltura. Perché vuol dire evitare che ci siano perdite ulteriori”.

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