Terracina: acqua inquinata, scatta divieto di balneazione nel lido bandiera blu

Niente bagni dunque nella zona 500 metri a destra del fiume Portatore

Inquinamento fecale. Sul lido bandiera blu di Terracina è scattato il divieto di balneazione. Secondo quanto riporta oggi il dorso locale de La Repubblica, il responso delle analisi effettuate dai tecnici dell’Agenzia regionale di protezione ambientale è pesante: sono stati superati i limiti per quanto riguarda escherichia coli ed enterococchi intestinali. Niente bagni dunque nella zona 500 metri a destra del fiume Portatore.

Sulla nota città turistica pontina – scrive Repubblica – dove era solito trascorrere le sue vacanze Aldo Moro e che quest’anno è stata travolta dall’inchiesta “Free Beach”, con cui la Procura di Latina ha ipotizzato una gestione illecita delle spiagge e inviato 59 avvisi di garanzia, sventola anche in questa stagione il vessillo della Fee. La bandiera blu viene assegnata ai lidi che hanno una serie di requisiti e in cui l’acqua è pulita.

Il 26 agosto scorso – continua Repubblica – l’Arpa ha però comunicato al Comune di aver riscontrato una pesante forma di inquinamento fecale esaminando i campioni prelevati nelle zone della spiaggetta antistante Agostino a mare e 500 metri a destra appunto del Portatore. Considerando che nella prima zona già c’era il divieto di balneazione, il commissario Francesco Antonio Cappetta, alla guida del Comune dopo la caduta anticipata della giunta di Fratelli d’Italia dell’ex sindaca Roberta Tintari, ha fatto scattare il divieto anche nella seconda.

L’Arpa ha poi classificato come eccellenti solo quattro zone a Terracina, non andando oltre il buono per un’altra e il sufficiente per altre due. Il commissario ha preso il provvedimento “a tutela della salute pubblica e della pubblica incolumità”. Resta ora da scoprire la fonte dell’inquinamento. Un brutto colpo per Terracina – scrive Repubblica – mentre volge al termine una stagione turistica tormentata.

Problemi analoghi, nei giorni scorsi, erano stati registrati a Nettuno. Al confine con il Comune di Anzio i bagnanti avevano segnalato evidenti tracce di inquinamento e anche in quel caso l’Arpa aveva accertato che erano stati superati i limiti per quanto riguarda l’escherichia coli. Una difficoltà che si è risolta in breve tempo. Nuove analisi hanno infatti appurato che le acque erano nuovamente pulite ed il divieto di balneazione è stato revocato.

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