Via Guido Reni: l’Accademia delle Belle Arti al posto del Museo della Scienza mai cominciato

Nel II Municipio approvata una memoria per superare il progetto di Museo della Scienza del 2013 L'area destinata ad arte, design, moda, audiovisivo e cinema.

«Non è stato portato avanti nessun progetto sulla Città della Scienza da parte dell’amministrazione capitolina, e così la giunta del II Municipio ha deciso di intervenire». Lo dicono a ‘’Il Corriere della Sera’’ la presidente, Francesca Del Bello, e l’assessore ai Lavori pubblici, Gian Paolo Giovannelli nell’ultima seduta approvando una memoria per sancire quello che dovrebbe essere il futuro per il recupero dell’ex «Stabilimento militare materiali elettronici e di precisione» in via Guido Reni (di fronte al Maxxi).

Nel piano previsto nel 2013 per il Flaminio, ed in particolare per questa parte di 10 mila metri quadrati, l’allora giunta capitolina di Ignazio Marino aveva destinato l’area a museo. Adesso si cambia. E con la memoria approvata dal II Municipio si propone di «accogliere la proposta presentata dall’Accademia di Belle Arti di Roma che, in maniera autonoma e senza pesare sulle finanze comunali, consentirebbe di sostenere le spese necessarie per le future attività».

Non più scienza, quindi ma formazione, ricerca e offerta di spazi espositivi destinati a arte, design, moda e tecniche dell’audiovisivo e della cinematografia.

«Non facciamo una proposta contro il Museo della scienza – precisa Giovannelli – ma prendiamo atto che l’amministrazione non ha più intenzione di costruire la Città della Scienza. Ormai non ci sono i tempi tecnici anche dal punto di vista progettuale. E noi chiediamo la contemporaneità con gli altri interventi già molto avanti, e che devono proseguire nel più breve tempo possibile».

L’intervento riguarda complessivamente 5 ettari: di questi 29 mila metri quadri sono per le case, 6 mila per abitazioni di uso sociale, 5 mila per il commerciale e 5 mila per una struttura ricettiva. «E il progetto di Cassa depositi e prestiti (Cdp) è molto avanti, sta per tornare alla Regione e presto vi sarà il bando per realizzarlo – aggiunge l’assessore municipale ai Lavori Pubblici -. Quindi il Municipio è preoccupato che l’intervento privato vada avanti e quello pubblico non venga fatto. Perciò ci siamo fatti carico di fare questa proposta, che sarebbe una spinta

Anche allo sviluppo economico della zona e ai vari settori in cui coinvolgere i giovani. Oltre tutto queste attività non peserebbero sulle casse comunali ma sarebbe una gestione autonoma».

Una proposta che mira a usare il contributo straordinario di Cdp di 36 milioni, determinato dal fatto che verde pubblico e parcheggi sono stati dimezzati con le opere di sistemazione dell’asse di via Guido Reni.

 

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