Villa Torlonia a Roma, alberi a rischio: cinque esemplari da abbattere per motivi di sicurezza

tutti gli esemplari rimossi saranno integralmente compensati con nuove piantumazioni, nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma

VILLA TORLONIA Casino Nobile

Cinque alberi gravemente instabili nel parco di Villa Torlonia e il rischio concreto di cedimenti imminenti. Per questo motivo il Campidoglio ha disposto l’abbattimento urgente delle piante individuate come pericolose, con la chiusura di alcuni accessi e tratti del parco per garantire la sicurezza dei visitatori.

A seguito di recenti verifiche tecniche sulla stabilità delle alberature presenti nell’area verde romana, infatti, sono stati individuati cinque esemplari in condizioni di “grave instabilità strutturale”, tali da rappresentare un potenziale pericolo per la pubblica incolumità. Lo rende noto la Sovrintendenza capitolina ai beni culturali.

La perizia redatta dal tecnico forestale incaricato ha classificato le piante in classe di pericolo D, il livello più alto della scala di rischio, che indica una criticità elevata e una probabilità imminente di cedimento.

Le specie interessate dall’intervento sono: una Phoenix canariensis (Palma delle Canarie), una Jubaea chilensis (Palma del Cile), una Phoenix dactylifera (Palma da datteri), un Pinus halepensis (Pino di Aleppo) e un Cercis siliquastrum (Albero di Giuda).

A causa della pericolosità delle alberature, è stato interdetto il passaggio sul viale tra i Propilei e il Casino dei Principi, con accesso da via Nomentana. Chiuso anche il cancello di via Siracusa.

Considerata l’elevata frequentazione dei percorsi adiacenti alle aree interessate, la Sovrintendenza ha stabilito che l’unica soluzione per garantire la massima sicurezza ai visitatori sia procedere con l’abbattimento urgente degli alberi.

L’intervento è previsto per giovedì 12 marzo e sarà effettuato seguendo la procedura d’urgenza prevista dall’articolo 27 del decreto legislativo 42 del 2004, il Codice dei beni culturali e del paesaggio, e dall’articolo 32 del Regolamento del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano di Roma Capitale.

La Sovrintendenza capitolina ha infine precisato che tutti gli esemplari rimossi saranno integralmente compensati con nuove piantumazioni, nel rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma

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