A Fiumicino scattano controlli. Passeggeri, più sicuri

Vigore stretta anti-Omicron. A Londra disagi per documentazione

È giusto così, ci sentiamo più sicuri”. Sembrano essere tutti d’accordo i passeggeri in arrivo all’aeroporto di Fiumicino nel primo giorno di entrata in vigore delle nuove restrizioni per gli ingressi in Italia dagli altri Paesi Ue a seguito dell’Ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. Da oggi al 31 gennaio 2022 i viaggiatori sono tenuti a presentare, oltre al Green pass, un certificato di negatività al Covid compiuto nel Paese di partenza con un test molecolare entro le 48 ore prima dell’ingresso o rapido se fatto prima del passaggio della frontiera. E in un mini sondaggio effettuato nello scalo della capitale tra alcuni passeggeri in arrivo dalle zone indicate nella nuova ordinanza, trova l’approvazione da parte dei diretti interessati che, seppur “costretti” ad osservare nuove regole prima di entrare in Italia, dichiarano di averle accettate nella consapevolezza che le misure prese in Italia in tema anti Covid siano quelle giuste vista l’attuale situazione pandemica. “Sapevo della nuove misure anti Covid decise dalle autorità italiane.

Mi sono informata ieri prima di partire da Madrid – ha detto una giovane donna spagnola – Di conseguenza, ho subito contattato una clinica vicino casa per prenotare un test Covid che ho poi fatto stamattina. Oltre a questo, ho compilato l’apposito modulo predisposto fornendo tutte le informazioni richieste prima di entrare in Italia. Secondo me – ha aggiunto – penso che in questo momento sia giusto farlo. Vista l’attuale situazione, i controlli sono necessari. Dobbiamo infatti avere le dovute precauzioni se vogliamo riprendere a viaggiare sapendo peraltro di farlo avendo una sorta di ‘cintura di sicurezza’ rappresentata dai controlli che, oltre che essere necessari per noi, lo sono anche per gli altri. Penso pertanto che l’Italia abbia fatto bene ad introdurre questa nuova regola soprattutto in considerazione dell’avvicinarsi delle festività natalizie quando è prevedibile che ci siano più persone che si mettono in viaggio”. Della stessa opinione anche altri passeggeri. “Io ho il mio green pass. Sono quindi ‘attrezzato’ per viaggiare, per potermi muovere tranquillamente. Per motivi di lavoro – ha detto un cinquantenne torinese – sono in partenza per Francoforte.

Rientrerò tra una settimana e so che, anche se in possesso della carta verde, per rientrare in Italia dovrò fare il tampone entro le 48 ore prima della partenza dalla Germania. Questo non mi crea alcun fastidio anche perché si tratta di restrizioni lievi. Sono peraltro dell’idea che, vista la situazione e l’aumento dei contagi, disporre ulteriori controlli per chi arriva in Italia mi sembra quindi tutto sommato che sia stato giusto farlo. Non creano particolari disagi. Insomma, si può viaggiare con le dovute accortezze senza particolari difficoltà”. Negli aeroporti di Londra alcuni disguidi invece perchè non tutti i passeggeri che partivano per l’Italia non erano in possesso della documentazione esatta.

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