Agosto a Roma: Ristoratori, i classici guadagnano terreno

Da ‘’Alfredo alla Scrofa’’ a ‘’Camillo’’ alla pizzera ‘’Montecarlo’’ sorprendente ritorno del turismo internazionale

“Un agosto quasi sorprendente, e anche divertente”. Lo ha definito così il rappresentante delle due famiglie, al timone dal 1943, del ristorante ‘Alfredo alla Scrofa’ il mese tanto atteso dalla Capitale per testare il polso al ritorno del turismo, soprattutto internazionale. 

Mario Mozzetti dal suo osservatorio privilegiato di via della Scrofa, dove il valzer della mantecatura di chilometri di fettuccine al doppio burro (alias ‘fettucine Alfredo’) ha ripreso a volteggiare senza sosta, ha assistito ad un flusso “importante” di clienti americani ed europei a caccia di esperienze gastronomiche nell’estate torrida della Capitale. 

Pochi ristoranti aperti, e per i grandi classici, attrezzati e motivati, una grande opportunità di riguadagnare terreno. Dalla zona quieta e quasi appartata di Campo Marzio, alla piazza Navona che fa il pieno di presenze, insieme al ritorno degli artisti e dei caricaturisti con i tradizionali cavalletti allestiti attorno alle fontane del Bernini. 

Si affaccia su questa scenografia unica un altro locale con tanta storia alle spalle, ‘Camillo’: “Di solito piazza Navona è piena di turisti e vuota di romani. Le cose quest’anno sono andate diversamente” commenta Filippo De Sanctis, artefice con il fratello Tommaso della virata del ristorante verso il contemporaneo. 

Racconta di un viavai estivo, soprattutto alimentato da clienti europei, incuriositi e a caccia di selfie tra le pareti dell’installazione di Gianni Politi, l’artista romano che ha trasformato in un’opera d’arte tutta rosa gli spazi gestiti dalla famiglia da quattro generazioni. 

Formula che vince non si cambia, al grido di ‘#Sevoinapizzadillo’, hashtag e segno distintivo della pizzeria di vicolo Savelli conosciuta come ‘La Montecarlo’. Il patron Carlo Muzi negli anni ne ha visti passare di divoratori di supplì, bruschette e pizze margherite: “E’ stato un agosto diverso, senza italiani e con tanti stranieri europei che però si ritirano presto la sera. Alle 11 puoi pure anna’ a casa, girano solo ragazzini coi monopattini”. 

Dall’altra parte di corso Vittorio Emanuele II, Campo de’ Fiori appare come una distesa di tavoli all’aperto, sotto lo sguardo severo della statua di Giordano Bruno che, se potesse parlare, direbbe che la movida è eterna, come Roma.

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