Al Circo Massimo torna in presenza a Roma la “Race for the cure”

Dal 7 al 10 ottobre

La Race for the cure

Presentata oggi nella la Sala Spadolini del Ministero della Cultura la “RACE for the Cure”, che domenica 10 ottobre tornera’ in presenza al Circo Massimo. La pandemia, pero’, ha cambiato le regole del gioco: non sara’ una corsa, ma una passeggiata con partenze differenziate per evitare assembramenti e la sicurezza di tutti i partecipanti.

Oltre a Roma, la RACE For The Cure, la piu’ grande manifestazione al mondo contro i tumori del seno, e’ programmata in altre sei citta’ d’Italia: Bologna, Brescia, Bari, Matera, Pescara e Napoli. La conferenza e’ stata poi aperta da Marina Giuseppone. “La pandemia non ci ha fermato, siamo ancora piu’ forti e pronti a ripartire alla grande, convinti che l’arte possa essere una parte importante nella malattia di una persona” ha detto il Direttore generale organizzazione MiC. Poi la parola e’ passata a Riccardo Masetti, Presidente Komen Italia, organizzazione che promuove in ottobre il mese della prevenzione e organizza la RACE for the Cure.

“Lo scorso anno ci e’ mancata moltissimo – ha detto Masetti -. E’ molto importante ritrovarsi insieme, il Covid ha creato effetti molto negativi in campo oncologico, ha bloccato screening, fatto rinviare interventi chirurgici. Il risultato e’ che piu’ di 2000 donne si troveranno ad affrontare un tumore del seno piu’ impegnativo. Da domani comincia il mese della prevenzione e come Komen Italia siamo sempre attivi. La RACE for the Cure, sara’ un momento di ritorno alla normalita’”. E la parola chiave e’ proprio ‘prevenzione’, come sottolineato anche da Marco Elefanti, Direttore Generale Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

“Questo evento e’ una grande opportunita’ e un bel segnale. La prevenzione e’ fondamentale, l’obiettivo e’ avvicinarci alle donne in fase di screening anche li dove non e’ cosi’ semplice accedere a simili controlli” ha spiegato Elefanti. Infine un video messaggio del presidente del Coni Giovanni Malago’: “Noi come mondo dello sport andiamo nella stessa direzione. Sappiamo che in epoca di pandemia tutti gli screening sono stati fatti in numero minore, ma la Race e’ una di quelle cose che mi e’ rimasta dentro” ha spiegato il numero uno dello sport italiano

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