AltaRoma, taglio del 90% dei fondi. Ora è a rischio?

La Camera di Commercio lamenta una sforbiciata nel budget stanziato dal Campidoglio da 1,44 milioni a 180.000 euro

Flavia Fiorentino per Il Corriere della Sera Roma

 

«AltaRoma» senza Roma? «Non si può fare». Così Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio, socio di maggioranza della società che organizza le sfilate nella capitale (55% delle quote, Comune e Regione 19%, Città metropolitana 7%), commenta il taglio di circa il 90% dei contributi per le prossime edizioni. «Non esiste più il “modello Roma”, quell’alleanza tra gli enti pubblici locali che nei primi anni Duemila aveva dato vita a un progetto per restituire alla città il prestigioso passato degli atelier della Dolce Vita. Noi abbiamo investito tanto, ci abbiamo creduto. Ma gli altri soci dove sono uniti? Il Comune si vorrebbe “sfilare”, l’ex Provincia è sparita. Soltanto la Regione è sempre stata coerente. Ma è arrivato il momento di mettere le cose in chiaro: o ci siamo tutti, Comune in prima fila, oppure è necessario rivedere ruoli e strategie».

Così, dopo un primo alleggerimento del budget che già nel 2014 scese da 3 milioni 240 mila euro a 1 milione 440 mila, di fronte a un orizzonte sempre più incerto, si è passati ai 180.000 euro di quest’anno con cui AltaRoma, che almeno per questa edizione può contare anche su un finanziamento dell’Ice, si prepara ad affrontare la quattro giorni di eventi e sfilate in programma dal 26 al 29 gennaio nelle ex caserme di via Guido Reni di fronte al Maxxi.

Decisivo anche quest’anno l’elemento della contaminazione con una capsule dedicata ai grandi artisti dell’arte contemporanea: Tamara de Lempicka, Yayoi Kusama, Henri Matisse, Lucio Fontana, Kazimir Malevic, Gustav Klimt e Vincent Van Gogh. Il fotografo americano Jeff Bark racconterà quattro interpreti dalla couture internazionale: Krikor Jabotian, Aouadi Paris, Antonio Grimaldi e Hussein Bazaza mentre Fendi, al Colosseo Quadrato, proporrà una personale di Giuseppe Penone dal titolo «Matrice».

Sulle passerelle, oltre ai couturier storici Gattinoni e Balestra, saliranno Giada Curti, Nino Lettieri, Greta Boldini, Morfosis, Camaiani, Persechino, il libanese Rani Zakhem. Ricca anche la presenza delle scuole con Ied, Koefia, Accademia di Costume e Moda. Confermata la performance di stilisti emergenti a Coin Excelsior e un concorso organizzato da Cna Federmoda.

«I soci si dovrebbero mettere intorno a un tavolo e decidere cosa vogliono — sottolinea Silvia Venturini Fendi, da sette anni presidente di AltaRoma a titolo gratuito — è un peccato che il lavoro fatto vada disperso. Questa manifestazione ha acceso una scintilla su tante realtà creative non solo del nostro territorio ma anche a livello internazionale, grazie a concorsi per giovani talenti come Who’s on next in collaborazione con Vogue Italia. Da Marco De Vincenzo a Gabriele Colangelo a Aquilano Raimondi, alcuni dei più grandi designer contemporanei sono partiti proprio da qui».

Ma il destino della kermesse presenta comunque molte incognite: «Abbiamo messo in vendita le quote societarie — conferma l’assessore allo Sviluppo economico Adriano Meloni — perché in base alla legge Madia siamo obbligati a uscire da tutte le partecipate che per tre anni di seguito abbiano richiesto finanziamenti ai soci. Purtroppo sembra che nessuno abbia intenzione di acquistarle. Ma al di là delle questioni societarie, il Comune considera la moda un settore strategico per la città. Ora il nostro compito è creare un ecosistema che punti su efficienza e decoro: solo così Roma potrà tornare ad essere una capitale internazionale della moda».

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