Capire il pianeta per convivere con i suoi equilibri, spesso fragili. È questa la sfida al centro della partecipazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia al Festival delle Scienze di Roma, che propone due incontri capaci di unire rigore scientifico e divulgazione.
Il primo appuntamento, “Prima che accada: la scienza dei disastri”, affronta un tema tanto attuale quanto complesso: la prevedibilità dei fenomeni naturali. Terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni o frane non sono anomalie, ma espressioni di un pianeta vivo. Eppure, la società continua a farsi trovare impreparata. Dallo spazio profondo al sottosuolo, passando per il monitoraggio dei territori più fragili, la scienza oggi dispone di strumenti sempre più sofisticati. Satelliti, reti di sensori e sistemi di mappatura permettono di leggere i segnali della Terra e trasformarli in conoscenza utile. Non per evitare i disastri, ma per affrontarli con maggiore consapevolezza.
Se il primo incontro invita ad ascoltare il pianeta, il secondo porta lo sguardo verso il cielo. “La fisica segreta delle aurore polari” accompagna il pubblico dentro uno dei fenomeni più affascinanti della natura: le luci che danzano nelle regioni polari. Alla base di questo spettacolo c’è il vento solare, un flusso di particelle che, interagendo con il campo magnetico terrestre e con i gas dell’atmosfera, genera le caratteristiche scie luminose. Un dialogo invisibile tra Sole e Terra, che non è solo suggestione visiva ma anche oggetto di studio per comprendere la cosiddetta meteorologia spaziale.
Un ambito di ricerca tutt’altro che astratto: le tempeste solari possono infatti influenzare le tecnologie che utilizziamo ogni giorno, dai sistemi di navigazione alle comunicazioni. A rendere ancora più interessante questo campo è la collaborazione tra scienziati e fotografi, che negli ultimi anni ha contribuito a individuare nuovi fenomeni luminosi, simili alle aurore ma generati da meccanismi diversi.
Due incontri, dunque, che raccontano un’unica storia: quella di un pianeta in continuo dialogo con lo spazio e con chi prova, ogni giorno, a comprenderlo.