Carceri: al via progetto di telemedicina a Rebibbia

Garante detenuti Lazio: bene la telemedicina nelle carceri

(immagine repertorio)

Presentato questa mattina dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il progetto “Liberi@mo la salute: telemedicina negli Istituti Penitenziari”. L’evento si e’ svolto presso il Teatro del Polo Penitenziario di Rebibbia, alla presenza della Ministra alla Giustizia, Marta Cartabia. Il progetto “Liberi@mo la salute: telemedicina negli Istituti Penitenziari” ha l’obiettivo di migliorare l’assistenza dei pazienti negli Istituti di pena. Consente di assicurare televisite, teleconsulti, telerefertazione e telemonitoraggio: il medico all’interno del penitenziario acquisisce ed esamina gli esami diagnostici effettuati nel carcere, per condividerli con un reparto ospedaliero specialistico attraverso l’utilizzo di un apparato di videoconferenza, dove lo specialista supporta il collega da remoto nell’eventuale formulazione della diagnosi e per la definizione della necessaria strategia terapeutica.

“Abbiamo bisogno piu’ che mai di interventi concreti, che affrontino gli sterminati bisogni della vita quotidiana in carcere, a cominciare da quello della salute, il piu’ impellente in questo tempo di pandemia”, ha detto la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia.

“Concretezza e valori costituzionali: questa e’ la cifra del progetto di telemedicina, che da questo punto di vista anticipa lo stile del lavoro svolto dalla Commissione ministeriale per l’innovazione del sistema penitenziario, che sta terminando i suoi lavori. La condizione di detenzione rende, di fatto, la tutela della salute assai difficoltosa. La telemedicina – ha aggiunto la Guardasigilli – diventa cosi’ preziosa, nel realizzare i dettami dell’art. 3 della Costituzione che prevede come compito della Repubblica di ‘rimuovere gli ostacoli’ che di fatto impediscono la piena realizzazione dei valori costituzionali. Curare il corpo e la mente di chi vive in carcere e’ la condizione, perche’ la detenzione assolva alla sua funzione di rieducazione”.

“L’impegno della Asl Rm2 per l’uso ordinario degli strumenti della telemedicina negli istituti di Rebibbia segna un altro passo verso la digitalizzazione degli istituti di pena. Si tratta del modo migliore di apprendere la lezione della pandemia, individuando le innovazioni che possano contribuire al cambiamento del sistema penitenziario e più in generale della società. La telemedicina è una di queste”. Così il Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio, Stefano Anastasìa. “In Regione Lazio – prosegue Anastasìa – già nel 2009 si è cominciato a sperimentare in questo senso, oggi, nell’ambito di una modifica più generale, che riguarda l’intero sistema di assistenza, a Rebibbia la telemedicina diventa modalità ordinaria di risposta ai bisogni di salute delle detenute e dei detenuti. Come sempre nell’uso delle tecnologie, bisognerà fare attenzione al fatto che esse servano ad accorciare i tempi e le distanze nell’assistenza e non ad allontanare medici e pazienti, ma sono certo che in chi ha lavorato a questa progettazione ci sia la piena consapevolezza di questi rischi e l’impegno a evitarli attraverso adeguati percorsi di formazione e monitoraggio. I quattro istituti di Rebibbia raccolgono la metà dei detenuti del Lazio. Mi auguro che la buona prassi – conclude Anastasìa – che parte oggi a Roma possa rapidamente diffondersi anche negli altri istituti di pena della regione”.

“Oggi diamo l’avvio a un modello nuovo di sanita’ – ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti -. Dal Polo penitenziario di Rebibbia, il piu’ grande d’Italia e uno dei piu’ grandi d’Europa, parte un progetto innovativo che avra’ impatti positivi da subito nella gestione dei problemi di salute dei pazienti detenuti e che sara’ possibile replicare nelle altre strutture detentive del Lazio. Con la Asl Roma 2 – prosegue Zingaretti – facciamo partire percorsi di cura individuali per i pazienti detenuti, attraverso televisite, teleconsulti, telerefertazioni e telemonitoraggio superando le criticita’ logistico-organizzative che caratterizzano da sempre l’assistenza sanitaria in questi luoghi. E’ bello e importante che proprio qui a Rebibbia nasca un pezzo della sanita’ del futuro e un nuovo modello di garanzia del diritto alla salute delle persone. Ringrazio molto – conclude il Presidente Zingaretti – l’Asl Roma 2, l’istituto penitenziario di Rebibbia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per questo nuovo passo in avanti nel rispetto dei diritti civili e del diritto alla salute di chi e’ privato della liberta’ personale”.

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