Covid: Antivirali in farmacia, al via nel Lazio

E in altre 11 regioni. Federfarma, pesa disomogeneità. Finora curati in 37.000

(immagine di repertorio)

La ‘svolta’ dell’arrivo delle pillole anti-Covid direttamente in farmacia, dietro prescrizione del medico di base, riguarda al momento solo 12 Regioni.

Tante sono infatti quelle in cui gli antivirali orali sono effettivamente disponibili nelle farmacie, mentre in altri territori pesano i ritardi negli accordi regionali o per la distribuzione. Un’opportunita’ molto attesa, anche se ad oggi ancora a macchia di leopardo, dal momento che permetterebbe un accesso piu’ veloce a tali trattamenti, che vanno somministrati a pazienti fragili a rischio di malattia grave entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi. A quasi tre settimane dal via libera alla possibilita’ di ritirare gli antivirali orali direttamente in farmacia, dunque, solo 12 Regioni sono ‘partite’, secondo la rilevazione sul territorio effettuata da Fedefarma.

Si tratta di Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta. Un ‘caso’ e’ pero’ rappresentato dalla Sardegna: nonostante la determina dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in materia, infatti, la Regione non prevede la dispensazione degli antivirali in farmacia.

“Siamo alle solite, questo e’ l’effetto del federalismo sanitario per cui nelle Regioni – commenta il presidente di Federfarma Marco Cossolo – la sanita’ funziona a macchia di leopardo. I ritardi, nel caso degli antivirali nelle farmacie, hanno varie giustificazioni ma in realta’ alla base credo che vi sia una certa inefficienza ed un problema di organizzazione”. E “caso emblematico – rileva – e’ quello della Sardegna, che non parte con il nuovo sistema come se si trattasse di un’altra Italia. Il vero problema dei cittadini e’ avere tante sanita’ diverse, con il 50% dei cittadini che ha accesso agli antivirali nelle farmacie e gli altri no. Solo oggi nel Lazio sono stati dispensati 68 trattamenti, ma si tratta comunque di farmaci ad altissima specificita’ che riguardano i pazienti in modo molto selettivo”.

Ad ogni modo, sottolinea, “e’ evidente che il modello della distribuzione in farmacia e’ il piu’ veloce per il cittadino”. Quanto al numero di trattamenti finora dispensati nelle farmacie, “i numeri sono limitati – spiega il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) Silvestro Scotti – perche’ gli antivirali orali sono indicati solo per una particolare categoria di pazienti, ovvero una minoranza. Cio’ anche considerando la diminuzione in atto dei contagi in generale”. Questo, avverte, “e’ pero’ il momento per iniziare a comprenderne meglio l’utilizzo, anche per essere pronti in autunno qualora ci fosse un nuovo boom di contagi e la necessita di usare tali farmaci in modo piu’ massiccio”. Secondo i dati Aifa al 3 maggio, sono stati in totale 280 i trattamenti antivirali dispensati nelle farmacie, mentre da meta’ gennaio al 4 maggio sono stati 37.315 complessivamente i pazienti Covid curati a casa con antivirali orali. Attualmente sono disponibili gli antivirali orali Molnupiravir di Merck (MSD in Italia) e Paxlovid di Pfizer. Per quest’ultimo farmaco, che si e’ dimostrato maggiormente efficace, e’ prevista una disponibilita’ a livello nazionale di circa 50mila dosi al mese.

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