Covid: Cauda a Radiocolonna, importante vaccinare la fascia 5-11 anni

L’ordinario di Malattie Infettive dell’Univ. del Sacro Cuore fa il punto anche sulla variante “Omicron” e sottolinea l’urgenza delle terze dosi e della discesa della quota di non vaccinati per fronteggiare un aumento dei contagi e la pressione sugli ospedali.

Ormai è certo che stiamo affrontando la quarta ondata della pandemia di Covid-19, con tutte le incertezze per salute delle persone (vedi le diverse forme di variante) e le ricadute a livello sociale e politico, con le varie scelte su “Super Green Pass” e vaccinazioni. Per dare delle informazioni puntuali su Radiocolonna.it è intervenuto il Prof. Roberto Cauda, professore ordinario di Malattie Infettive presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Sul tema,  non del tutto esente ancora da qualche dubbio, del vaccino somministrato alla fascia 5-11 anni Cauda è esplicito, “La vaccinazione dei bambini – sottolinea – si fa in primo luogo per difendere i più piccoli, e non per proteggere altre fasce di età, poi indirettamente ci sarà una sorta di immunità di gregge, ma l’obiettivo è la protezione dei bambini che è vero non hanno forme gravi ma sono comunque colpiti da Covid-19 e potrebbero un domani, magari di fronte ad altre varianti essere suscettibili a forme più gravi”.

Alla luce di tante polemiche sul “Super Green Pass” e con l’approssimarsi delle festività natalizie, dopo che lo scorso anno passarono praticamente in lockdown,  Cauda  non ha dubbi: “In questa quarta ondata finora non abbiamo un aumento contemporaneo dello stress dei contagi e degli infetti sulle terapie intensive e area medica, come nelle precedenti ondate, ma è evidente che quanto più aumenta il numero degli infetti tanto più ci sarà il rischio di avere un qualche effetto anche sugli ospedali nelle terapie intensive e sui decessi.  Per questo in prossimità delle vacanze natalizie – avverte – bisognerà stare molto attenti nel mantenere le misure usuali di prevenzione, come le mascherine(anche) all’aperto, evitare gli assembramenti, oppure durante i giorni di festa essere molto cauti nel numero di persone da invitare a casa e da frequentare.

‘’Il virus è sempre in agguato – sottolinea – perché c’è ancora una quota parte di cittadini italiani che non si è vaccinato, per cui è importante che lo facciano al più presto. Inoltre anche chi deve fare la terza dose la faccia anch’egli al più presto, perché c’è un calo dell’immunità in chi ha fatto la vaccinazione a inizio anno”.

In queste ultime settimane crescono le preoccupazioni per la variante “Omicron’’ isolata all’inizio di novembre in Sudafrica.  ‘’Su questa variante – precisa Cauda – non si sa ancora tutto. Per ora sappiamo solo che in Sudafrica ha mostrato un’alta trasmissibilità superiore alla variante “Delta”, anche se con sintomi meno gravi. Tuttavia i dati che vengono dal Sudafrica vanno presi con le molle, perché sono riferiti ad una popolazione molto giovane, come del resto in tutta l’Africa. Per quel che attiene i vaccini bisognerà attendere ulteriori dati, anche se i primi dati che arrivano da Israele, dai quali attingiamo un po’ tutti, sembrerebbero indicare una capacità in chi è vaccinato con tre dosi di essere protetto anche nei confronti di Omicron”.

Infine sulla possibilità di future quarta e quinta dose Cauda risponde, “Io credo che sia molto prematuro parlare di quarta e quinta dose, perché è chiaro che se si legge da parte delle industrie farmaceutiche che producono vaccini l’idea di aggiornare il vaccino non più, come è ora, sulla variante/archetipo di Wuhan,ma su tutte le altre varianti è possibile – prosegue Cauda – che forse si dovrà fare un richiamo cosi come si fa in altri vaccini, ad esempio per il tetano che, se si vuole essere protetti, periodicamente bisogna fare la somministrazione del richiamo’’.

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