Covid: Gimbe, “vaccinare in estate in fascia 12-19 anni”

Un passaggio fondamentale per garantire la riapertura in sicurezza delle scuole. "L'82,6% non è vaccinato", ha detto il presidente Nino Cartabellotta. E sulla variante Delta ribadisce: "Il tracciamento è cruciale per controllarla"

Il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta

Intervenire in estate per vaccinare i giovani fra 12 e 19 anni: lo ha detto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nella trasmissione ‘L’Italia s’è desta’ di Radio Cusano Campus, commentando le preoccupazioni di Agostino Miozzo a proposito del nuovo anno scolastico.

“Al momento nella fascia 12-19 abbiamo l’82,6% non vaccinato. La preoccupazione di Miozzo è anche legata al fatto che non abbiamo fatto interventi strutturali nelle scuole. Se non si interviene in questi mesi estivi – ha rilevato – le problematiche saranno le stesse dell’anno scorso. A maggior ragione la vaccinazione è un’arma che dovrebbe essere utilizzata”.

Variante Delta: tracciamento cruciale per controllarla

Tracciamento, sequenziamento e la vaccinazione completa con due dosi sono le due misure cruciali per contenere la diffusione della variante Delta, evitando un aumento dei casi, ha continuato Cartabellotta.

“Si sta verificando quello che ci si immaginava: se una variante più contagiosa inizia a diffondersi ed è destinata a diventare predominante, è normale che i casi aumentino”, ha osservato Cartabellotta.

“Se le Regioni effettuano il tracciamento, fanno il sequenziamento e se si proteggono anziani e fragili con due dosi di vaccino noi vedremo un aumento dei contagi nelle prossime settimane, ma non di ricoveri e decessi. Il nostro tallone d’Achille in questo momento è rappresentato dai 2,5 milioni di over 60 non vaccinati, ma anche da coloro che hanno fatto solo una dose, per questo dobbiamo accelerare con le seconde dosi”.

Sugli over 60 non vaccinati, Cartabellotta rileva che “è verosimile che abbiano perplessità sul vaccino e servirebbe un colloquio per chiarire e fugare dubbi e preoccupazioni. Finora la campagna vaccinale è stata basata sulla prenotazione volontaria, è arrivato il momento di passare alla chiamata attiva. Si stanno cominciando ad appiattire anche le altre curve, ad esempio quella dei 50-59enni”

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