Covid in ripresa e la variante Delta ora spaventa

Locatelli: il certificato verde è una strategia inevitabile nei locali chiusi

Mentre continua la discussione sul Gran Pass, nel mondo politico e non solo, tra favorevoli, contrari e quelli a meta’ strada, il Covid riprende forza in Italia, fa registrare un ritorno verso l’alto del numero dei casi e, soprattutto, con la variante Delta frena decisamente la voglia di vacanze. Infatti, proprio la variante Delta e’ alla base delle numerose disdette (del 50% secondo quanto reso noto da Fiavet) che, gli operatori del settore, stanno registrando in questi ultimi giorni.

Il governo prosegue la fase di studio della situazione e nei prossimi giorni, probabilmente nella giornata di martedi’, passera’ alla fase operativa. La cabina dii regia, infatti, dovrebbe riunirsi per mettere a punto l’eventuale impiego del Gran Pass. Si tratta di capire, innanzitutto, in quali situazioni utilizzarlo, dagli eventi in genere ai concerti, ai ristoranti al chiuso. Ad accendere i riflettori sull’aumento dei casi e’ il coordinatore del Cts, Franco Locatelli: “I dati indicano una ripresa netta della circolazione virale nel Paese. Anche nelle ultime 24 ore abbiamo avuto un incremento, di circa 300 casi. Come ha documentato la Cabina di regia, l’eta’ mediana dei contagiati e’ 28 anni, dato che dimostra come i contagi siano legati in buona parte alla popolazione giovane in ragione della maggior socializzazione del periodo estivo, un po’ come e’ successo l’anno scorso”.

Sull’aumento dei casi Covid legato ai campionati europei di calcio, Locatelli sottolinea che “si cominciano a osservare e probabilmente ne vedremo di piu’. Del resto, e’ ben noto che l’incubazione del virus dura tra i 5 e i 7 giorni. Gli assembramenti e gli affollamenti hanno favorito la circolazione virale. Basta pensare anche ai focolai legati ai quarti e semifinali a Roma”.

Locatelli interviene anche sul capitolo Green Passa: “Credo che vadano fatte scelte per contrastare la ripresa della circolazione virale. Dare accesso a determinate attivita’ a chi e’ stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, e’ una strategia inevitabile. Penso a concerti, grandi eventi, stadi, cinema, teatri, piscine palestre. In questi casi e’ fuori discussione la necessita’ del documento. Premesso che la scelta spetta al decisore politico – sottolinea Locatelli – a titolo personale, dico che va considerato seriamente anche il Green Pass per mangiare al chiuso nei ristoranti. Peraltro, chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con piu’ tranquillita’ sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato”.

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