Covid, mascherine: non è ancora un addio, restano al chiuso fino al 15 giugno

Obbligatorie nel trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza, nei cinema, nei teatri, nei locali di intrattenimento e musica dal vivo e per tutti gli eventi e competizioni sportive al chiuso.

Non e’ un vero e proprio addio ma continua la marcia dell’Italia verso un graduale ritorno alla normalita’.

Dal primo maggio cade l’obbligo di indossare le mascherine pero’ con alcune e significative eccezioni. Mentre saranno solo fortemente raccomandate sui luoghi di lavoro, resteranno obbligatorie, fino al 15 giugno nel trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza, nei cinema, nei teatri, nei locali di intrattenimento e musica dal vivo e per tutti gli eventi e competizioni sportive al chiuso. Obbligo anche per lavoratori, utenti e visitatori delle strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali, incluse le Rsa. In tutti gli altri luoghi di lavoro – senza distinzione tra pubblico e privato – la mascherina sara’, appunto, solo fortemente raccomandata.

Lo proroga dell’obbligo della mascherina in questi particolari ambiti e’ stata prevista dall’emendamento all’ultimo decreto Covid di marzo – quello sulle riaperture – approvato oggi in Commissione alla Camera. Misure che saranno poi riprese in un’ordinanza del ministro alla Salute Roberto Speranza attesa nelle prossime ore.

“Decidiamo di tenere fino al 15 giugno un elemento di precauzione e cautela. Proprio oggi firmero’ un’ordinanza che fara’ da ponte fino all’approvazione del decreto”, ha spiegato il ministro. “Sono personalmente soddisfatto – ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa – del risultato raggiunto, anche perche’ ho sempre sostenuto insieme al mio partito, Nci, che ci fossero le condizioni per proseguire nel graduale ritorno alla normalita’. L’inizio di questa fase nuova e’ coerente con la responsabilita’ dimostrata dagli italiani che hanno imparato a convivere con il virus con grande consapevolezza. E’ un atteso messaggio di fiducia per i cittadini”.

La proroga dell’utilizzo delle Mascherine, chirurgica o di maggiore efficacia protettiva, e’ stata invece gia’ prevista per la scuola fino alla conclusione dell’anno scolastico 2021-2022. Fanno eccezione i bambini fino a 6 anni di eta’ e i soggetti con patologie incompatibili con l’uso di tali dispositivi di protezione.

Ma quanto ci sono costate queste mascherine?

“Abbiamo provato a calcolare il costo sostenuto dalla collettivita’ per l’acquisto delle mascherine (chirurgiche e Ffp2) in farmacia, supermercati e negozi, nel periodo che va da marzo 2020 ad oggi – spiega l’associazione – 26 mesi durante i quali questo dispositivo di sicurezza ci ha accompagnato quotidianamente e protetto, ma che ha rappresentato anche una spesa non indifferente per le famiglie. Considerata una stima prudenziale di spesa pari a 0,50 euro al giorno a cittadino per l’utilizzo di chirurgiche e Ffp2, dall’inizio dell’emergenza Covid ad oggi ogni italiano ha speso in totale circa 390 euro per l’acquisto delle mascherine – analizza il Codacons – Ipotizzando una platea potenziale di 50 milioni di italiani che ogni giorno hanno utilizzato il Dpi, si arriva ad una spesa complessiva pari a 19,5 miliardi di euro. A tale conto va aggiunta la spesa sostenuta dallo Stato per l’acquisto di Dpi, pari a circa 4,3 miliardi di euro tra il 2020 e il 2022 finanziati con soldi pubblici e, quindi, ricorrendo sempre alle tasche dei cittadini, per un conto totale che sfiora i 24 miliardi di euro (23,8 mld)”.

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