Covid: Regione, task force nei drive in per tracciare i giovani positivi

Le scuole chiedono tamponi a pioggia per i ragazzi, eventualmente con l’aiuto dell’esercito. Rilanciano anche l'idea di creare degli hub appositi per i ragazzi all’interno dei cortili di alcuni plessi scolastici

Countdown alla riapertura delle scuole, sempre che non si deciderà – la discussione a livello nazionale è di queste ore – di far slittare il ritorno in classe per evitare un boom di contagi per il Covid. Comunque sia la scommessa è il potere mettere in sicurezza gli studenti, il personale e le loro famiglie, dal rischio di infettarsi quando le attività riprenderanno.

Ecco così che Regione da una parte e presidi dall’altra, secondo quanto riferisce ‘Il Messaggero’, stanno mettendo a punto, ora dopo ora, strategie di prevenzione ad hoc.

Intanto, l’Unità di crisi regionale anti-Covid ha deciso di potenziare il contact tracing con équipe dedicate. E l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato ha dato il via libera al potenziamento dei drive-in dedicati agli studenti con la messa a disposizione della struttura commissariale di 19 team specializzati. Anche se, spiegano dalla Regione, «lo strumento principale di contrasto al coronavirus rimane il vaccino per cui invitiamo a non ritardare la somministrazione».

I presidi, però, hanno anche altre richieste. A partire da tamponi a pioggia sui ragazzi, da svolgere se necessario mettendo in campo anche l’Esercito. «Non possiamo permetterci – afferma Mario Rusconi, dell’Associazione presidi – il lusso di bloccare la didattica, ne siamo favorevoli a una Dad selettiva. Ossia, sta prendendo piede in altre regioni la prospettiva di fare seguire le lezioni a distanza agli scolari non vaccinati. Ebbene, una Dad parziale non ha già dimostrato di non funzionare, oltre che di creare una sperequazione tra gli studenti».

Le scuole, come già avevano richiesto in passato, hanno rilanciato l’idea di creare degli hub appositi per i ragazzi, specie per i liceali che potrebbero accedervi autonomamente, sia per le vaccinazioni che per i tamponi. Si tratterebbe di strutture realizzate all’interno dei cortili di alcuni plessi scolastici di riferimento per delle aree intere. Non solo.

In sospeso sono rimasti i kit salivari, test che potrebbero essere comunque distribuiti in ulteriori scuole per uno screening pressoché quotidiano. Aspettando ulteriori misure, nel frattempo, l’Associazione presidi sta dando indicazioni ai dirigenti scolastici perché scrivano alle famiglie e comunichino ai genitori la necessità di effettuare tamponi ai ragazzi laddove vi sia un sospetto di sintomatologia o il dubbio che vi siano stati contatti a rischio prima della ripresa della scuola. Infine, arriverà a tutti una raccomandazione a essere più rigorosi nel rispettare le norme anti-Covid, «rinnovando l’invito – conclude Rusconi a comportamenti più virtuosi anche fuori scuola». In pratica a limitare al massimo incontri extra-scolastici e festicciole.

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