Covid-19: spaventa la variante sudafricana, l’Italia chiude a 7 paesi africani

Stesso divieto anche nel Regno Unito. Intanto i timori per gli effetti sulla ripresa economica hanno scatenato un'ondata di pessimismo su tutte le principali piazze azionare, coinvolgendo anche le materie prime con il petrolio in flessione

Modello in 3D della proteina Spike Credit: M.E. Newman, Johns Hopkins Medicine/NIAID/NIH

Spaventa l’Europa  la variante del virus SarsCoV2 identificata in Sudafrica. Si tratta della B.1.1.529, già sotto la lente dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per le numerose mutazioni della proteina Spike che potrebbero, teoricamente, aumentarne la trasmissibilità e la capacità di eludere gli anticorpi.

L’Italia intanto corre ai ripari vietando l’accesso nel nostro Paese a chi negli ultimi 14 giorni è stato in “Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini”. “I nostri scienziati  – scrive su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza – sono al lavoro per studiare la nuova variante B.1.1.529. Nel frattempo seguiamo la strada della massima precauzione”.

Anche il Regno Unito vieterà i viaggi da sette Paesi africani. Il segretario alla Salute Sajid Javid ha dichiarato che saranno sospesi tutti i voli da Sud Africa, Namibia, Lesotho, Eswatini, Zimbabwe e Botswana dalle 1200 GMT di oggi.

Intanto la comunità scientifica internazionale si è già attivata per cercare di completare in fretta l’identikit di questa nuova variante. Thomas Peacock, virologo dell’Imperial College di Londra, sottolinea sul suo profilo Twitter che “l’incredibile numero di mutazioni della proteina Spike suggerisce che questa variante potrebbe destare preoccupazione” per l’ipotetica capacità di sfuggire a molti degli anticorpi monoclonali noti. Al momento, però, sono ancora troppo pochi i dati disponibili per trarre delle conclusioni: la diffusione della variante sembra essere ancora limitata e non ci sono prove di laboratorio che ne dimostrino la reale trasmissibilità ed elusività.

La nuova variante del coronavirus spaventa anche i mercati. I timori per gli effetti sulla ripresa economica hanno scatenato un’ondata di pessimismo su tutte le principali piazze azionare, coinvolgendo anche le materie prime con il petrolio in flessione.

Dopo la chiusura in forte calo dei mercati asiatici, in Europa l’indice d’area stoxx 600 cede il 3,1%. In rosso Parigi (-3,4%), Francoforte (-3,1%), Madrid (-3,2%), Londra (-2,9%) e Milano (-3,7%). Sui listini pesa il calo dell’energia (-5,5%), con il petrolio che subisce un nuovo brusco calo e torna infatti ai livelli dello scorso luglio azzerando il rally dell’autunno.

In Texas il Wti è sceso fino a 74,56 dollari, per assestarsi poi intorno a 75,03 dollari (-4,26%). In calo anche il Brent, che lascia sul campo oltre il 3,8% a 79 dollari al barile. In flessione il prezzo del gas. Ad Amsterdam il prezzo cede del 2,5% a 90,87 euro al Mwh . Sul fronte delle materie prime in rialzo l’oro che si attesta a 1.804 dollari l’oncia.

Nel Vecchio continente in flessione anche le banche (-4,5%) e le auto (-4%). Sul versante valutario l’euro sul dollaro prosegue in lieve rialzo a 1,1273 a Londra

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