Covid: sul vaccino ai bambini gli esperti si dividono, e Burioni attacca Vaia

Duro il commento del virologo (è l'ennesima schifosa bugia) alle dichiarazioni del direttore dello Spallanzani: "Vaccinare i bambini per proteggere gli anziani? La solidarietà sociale da chi ha meno di dodici anni rasenta l'ideologia e il fanatismo"). Intanto Sileri, "non sarà obbligatorio per la fascia d'età 5-11 anni" ma, dice, dovremmo vaccinarli per "proteggerli"

Continuano a salire i nuovi casi di coronavirus. Secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe i positivi superano quota 100mila. Aumentano anche i ricoveri (+14,8%) e le terapie intensive (+9,4%), ma per ora nessuna Regione rischia la zona gialla. Mentre i pediatri lanciano l’allarme sull’aumento degli casi nella fascia 6-11 anni invitando le famiglie a vaccinarli quando sarà possibile. Entro un mese, infatti, dovrebbe arrivare il via libero dell’Ema per la fascia d’età 5-11 anni.

La Regione Lazio è già pronta ad avviare dalla metà di dicembre la campagna vaccinale per i minori. Ma il tema è spinoso, e ai timori per la salute dei più piccoli si aggiungono quelli sui rischi del vaccino, che fanno tentennare più di un genitore. E non solo. Per questo il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha precisato che quando sarà disponibile il vaccino per età pediatrica “sarà su base volontaria, non via sarà nessun obbligo”.

Intervistato su Radio Cusano, il sottosegretario risponde indirettamente a un’affermazione del direttore dello Spallanzani, Francesco Vaia (“Vaccinare i bambini per proteggere gli anziani? La solidarietà sociale da chi ha meno di dodici anni rasenta l’ideologia e il fanatismo”) contro la quale si è scagliato in maniera polemica il virologo Roberto Burioni. Secondo Sileri è “impreciso dire che vacciniamo i bambini per proteggere i più anziani. Noi dobbiamo vaccinare i nostri figli in primis per proteggere loro. È vero che il coronavirus, salvo che non ci siano patologie particolari sottostanti, non crea problemi particolari, ma nei bambini esiste sempre il rischio di sviluppare le complicanze al lungo termine del long covid, le percentuali sono variabili da studio a studio, ma possiamo dire che il 12-13 per cento sviluppa questi sintomi di long covid”, ha aggiunto.

Nei giorni scorsi Vaia ha dichiarato al quotidiano Libero che rispetto al vaccino per i bambini tra 5 e 11 anni, “il punto è sempre il calcolo tra rischi e benefici. Qualsiasi farmaco può dare effetti collaterali, la strategia corretta è evitare il rischio quando, anche se basso, non è indispensabile. Se un bambino ha già di suo delle altre patologie gravi, conviene vaccinarlo, per proteggerlo da un virus che, associato ad altre malattie, può rivelarsi grave. Se invece è sano, non vedo necessità di vaccinarlo. Almeno data la situazione odierna, poi le cose possono sempre cambiare. Quanto al rischio di miocarditi, i casi sono rari e la miocardite a un bambino può venire anche a seguito di un long-Covid”. Aggiungendo inoltro che “i bambini hanno una vita sociale meno intensa degli adulti, frequentano poco o affatto i mezzi pubblici, stanno per lo più in ambienti protetti dove tutti sono vaccinati, come le scuole. Si dice che i piccoli si contagiano e contagiano anche gli altri ma analizzando i dati non si può dire che al momento la loro incidenza sul propagarsi del virus sia forte. Vaccinare i bambini per proteggere gli anziani? La solidarietà sociale da chi ha meno di dodici anni rasenta l’ideologia e il fanatismo. Il vaccino non va fatto ai bambini per impedirgli di contagiare gli adulti, ma solo se sono fragili di loro”.

Mentre Burioni non usa mezzi termini e, commentando le dichiarazioni di Vaia, scrive su Facebook:”Mi arrendo. Basta. Avete vinto voi. Ma è l’ennesima schifosa bugia”.

 

 

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