Covid: troppi contagi nelle scuole, i medici chiedono chiusura per Natale dal 14 dicembre

L'incidenza di casi per lOmila abitanti tra gli O e i 13 anni supera quella cumulativa di tutte le altre età. E solo nella fascia dai 6 ai 10 anni i positivi sono il triplo rispetto ai quarantenni e cinquantenni.

Chiudere le scuole, adesso, per salvare il Natale. A dirlo sono decine di medici in tutto il Lazio, esasperati dal numero sempre più elevato di quarantene e di contagi trainati dai bambini di età scolare.

Quest’anno lo stop per le festività cade il 23 dicembre. E i camici bianchi non hanno dubbi: senza un periodo di didattica a distanza preventiva, al cenone della vigilia e al pranzo del 25 bisognerà far spazio a un nuovo ospite, il virus. Portato a tavola dai piccoli, spesso asintomatici ma pronti a “ungere” inconsapevolmente genitori, zii e soprattutto nonni, i più a rischio.

«È un’epidemia di bambini. La parte principale del nostro lavoro in questo momento è legato ai casi tra i più piccoli, che a loro volta infettano i genitori, con intere famiglie costrette a lunghissime quarantene», dice a ‘’La Repubblica’’ Marcello Pili, medico di famiglia a Ostia e detentore del record locale di vaccinazioni tra i suoi pazienti, divenuto portavoce informale della cordata di dottori pro-Dad.

«Ogni giorno mi arrivano una caterva di messaggi dai miei colleghi, che vogliono lanciare l’allarme. La chiusura delle scuole, fin dal 14 dicembre è l’unica soluzione per arginare il boom di casi, o ne pagheremo le conseguenze a Natale», prosegue.

«E poi diciamoci ìa verità, le scuole ormai sono già decimate, si tratta solo di disporre una decina di giorni di didattica a distanza per tutti». Le parole del medico sono confermate dai numeri, disponibili sul nuovo portale regionale “Open salute”: l’incidenza di casi per lOmila abitanti tra gli O e i 13 anni supera quella cumulativa di tutte le altre età. E solo guardando la fascia dai 6 ai 10 anni, i positivi sono il triplo rispetto ai quarantenni e cinquantenni.

Giorno dopo giorno si allunga la lista delle scuole chiuse – o dimezzate – causa Covid: l’ultima è l’Istituto Comprensivo Celestina Donati, zona Pineta Sacchetti: oltre 20 casi confermati dalla Asl Romal divisi tra diverse classi, tutte in Dad.

Il tam-tam sulle chat incessante: «Bisogna chiudere le scuole – scrive una dottoressa romana – la situazione sta sfuggendo di mano». «Se non si fa ora sarà troppo tardi – si sfoga un altro medico – Ormai assistiamo a un’esplosione di positività». La prospettiva è quella di un Natale in quarantena per migliaia di famiglie.

«Le disposizioni nazionali impongono 7 giorni di isolamento per i genitori dopo che il bambino si è negativizzato – prosegue il medico di Ostia -. Questo vuol dire che in caso di tampone negativo al decimo giorno, il tempo totale di quarantena per le famiglie è di 17 giorni. Così c’è da scommettere che a Natale ci sarà un boom di quarantene infrante. Per non parlare dei ritardi sulle terze dosi proprio a causa di questo».

Il grido di dolore dei camici bianchi ha raggiunto i vertici regionali della Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale più rappresentativo nel Lazio. «Ne discuteremo a livello di direttivo nazionale – conferma a ‘’La Repubblica’’ Alberto Chiriatti, vicesegretario della Fimmg Lazio – Non sta a noi prendere decisioni sulla Dad, ma ci affidiamo all’esperienza maturata nei mesi di pandemia: per arginare i contagi bisogna agire alla fonte».

 

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