Da ribes a zafferano etrusco, una pianta a ogni regione

Eletti 20 simboli botanici per sensibilizzare su biodiversità, saranno presentati il 7 dicembre a Roma

Le più votate in assoluto? La bellissima Sassifraga dell’Argentera, pianta erbacea rupicola a fiori rosa, endemica delle Alpi occidentali, presente solo in Piemonte, e l’Abies nebrodensis, ovvero l’Abete delle Madonie, conifera il cui nome rimanda subito alla sua terra, descritta dal botanico siciliano Michele Lojacono Pojero, attivo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Sono due delle piante simbolo di ciascuna delle venti regioni italiane, elette da oltre 500 appassionati ed esperti botanici scegliendo a partire da una rosa di candidature, con un meccanismo per certi versi simile a quello delle primarie.

E’ stata la Società Botanica italiana a promuovere la tornata elettorale vegetale, il cui scopo lo spiega Lorenzo Peruzzi, professore di botanica sistematica all’Università di Pisa, direttore dell’Orto e Museo Botanico e coordinatore dell’iniziativa: “L’idea è di sensibilizzare cittadini e istituzioni sul tema della biodiversità vegetale e così sono state elette venti piante: per valenza storico-scientifica, peculiarità biogeografiche e bellezza possano essere assurte a ‘simbolo’ di ognuna delle venti regioni italiane”.

I risultati della votazione saranno presentati ufficialmente il 7 dicembre a Roma, in occasione della giornata di studio ‘La flora in Italia: stato delle conoscenze, nuove frontiere, divulgazione’, organizzata alla Sapienza dalla Fondazione per la Flora italiana e dalla stessa Società Botanica italiana. Rese però intanto note tutte le venti piante elette simbolo di ciascuna regione: oltre alle già citate Sassifraga dell’Argentera per il Piemonte e Abete delle Madonie per la Sicilia, per la Campania c’è la Primula di Palinuro che cresce a picco sul mar Tirreno, il grazioso Zafferano etrusco per la Toscana, peraltro presente anche in Emilia-Romagna e Umbria, e il Pino locato per la Basilicata, maestosa conifera che in Italia si trova solo nel Parco del Pollino.

Procedendo per ordine alfabetico l’Abruzzo ha l’Adonide curvata, pianta erbacea delle più alte cime dell’Appennino centrale, per la Calabria vincono i fiori viola della Soldanella calabrese. L’Emilia Romagna ha la Primula appenninica, endemica dei crinali rocciosi dell’Appennino settentrionale, il Friuli Venezia Giulia lo Spillone palustre, che cresce nell’area delle risorgive.

Un grande arbusto la pianta del Lazio, Storace comune, per la Liguria la vistosa Campanula di Capo Noli. La bellissima Silene di Elisabetta è la pianta della Lombardia, la piccola Moehringia vescicolosa quella delle Marche. Un albero per il Molise: Acero di l’Obel. Gigaro pugliese per la Puglia, il Ribes sardo per la Sardegna, Androsace di Hausmann per il Trentino Alto Adige, la piccolissima Bivonea di Savi per l’Umbria, l’Astragalo maggiore per la Valle d’Aosta. Infine il Veneto: la Sassifraga dei Berici la sua pianta simbolo.(Fonte Ansa).

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