É il giorno del Pi Greco. Ecco perché festeggiarlo

Senza di 'lui', gli smartphone smetterebbero di squillare, i satelliti devierebbero dalle loro orbite, i mercati finanziari diventerebbero imprevedibili. Sarebbe impossibile far tornare i conti senza il 're' dei numeri

Pi Day vector background. Baked cherry pie with Pi Symbol and ribbon. Mathematical constant, irrational number, greek letter. Abstract digital illustration for March 14th. Poster creative template

Se avete aperto Google oggi, vi sarete accorti che il doodle è dedicato al Giorno del Pi greco, che si festeggia proprio il 14 marzo. Il Pi greco (π) è una delle più importanti costanti della matematica e viene solitamente riportata indicando le prime tre cifre significative, ossia 3,14. Ovviamente, la data scelta per celebrare questo particolarissimo numero è basata sulla convenzione anglosassone nel rappresentare le date, indicando prima il mese e poi il giorno (3/14, appunto).

Il primo festeggiamento del Pi Day si tenne nel 1988 per volontà del fisico statunitense Larry Shaw: durante queta celebrazione, un corteo circolare sfilò intorno ad uno degli edifici del museo Exploratorium di San Francisco e vennero vendute delle crostate alla frutta, decorate con le cifre decimali del Pi greco. Le torte/crostate alla frutta sono diventate una delle tradizioni di questa data, tanto che il doodle di oggi è proprio una torta realizzata dal cuoco Cronut Dominique Ansel; l’idea della torta, ovviamente, viene dall’omofonia tra le parole inglesi pie (crostata) e pi (in inglese non si specifica alcun greco).

Ma perché il Pi greco è così importante?

Molti di voi lo ricorderanno principalmente come costante per calcolare la circonferenza e l’area di un cerchio, ma in realtà è molto di più, anche se forse, dalle scuole medie, non lo abbiamo mai più usato.

In particolare, pi greco è fondamentale in tutte quelle formule che descrivono un fenomeno fisico che si ripete periodicamente in un tempo fisso, come il ritmo di un cuore che pulsa o di un pianeta che orbita intorno al sole, ma compare anche nelle equazioni che descrivono la respirazione di un bambino o l’alternarsi del sonno e della veglia nel corpo umano.

In modo persino più evidente, pi greco compare anche in certi fenomeni naturali. Qualche anno fa, infatti, Hans-Henrik Stolum, matematico e ricercatore dell’Università di Cambridge, dimostrò che pi greco è anche il valore a cui tende il rapporto tra la lunghezza effettiva di un fiume dalla sorgente alla foce e la sua lunghezza in linea d’aria (il percorso che farebbe se andasse dritto, insomma). E c’è addirittura chi ha dimostrato che l’altezza di un elefante, dal suolo alla spalla, si può calcolare moltiplicando per 2π il diametro di una sua zampa.

Senza di ‘lui’, gli smartphone smetterebbero di squillare, i satelliti devierebbero dalle loro orbite, i mercati finanziari diventerebbero imprevedibili. Sarebbe impossibile far tornare i conti senza il Pi Greco, il ‘re’ dei numeri. Conosciuto anche come costante di Archimede o costante di Ludolph, nonostante la sua storia millenaria che risale perfino ai babilonesi, continua ad essere il protagonista silenzioso della nostra vita quotidiana, e per questo viene celebrato in tutto il mondo il 14 marzo, in coincidenza con il compleanno di Albert Einstein.

 

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