Lo sapete che a poco più di mezz’ora di auto da Roma ci sono dei geyser, e un paesaggio lunare luogo di passeggiate fuori del comune? Parliamo della Caldara di Manziana. Essa rappresenta un sito di straordinario interesse naturalistico e geologico, tutelato come Sito di Importanza Comunitaria (SIC, codice IT6030009) dal 2006 e parte integrante del Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano.
Storia e leggenda
Il legame tra questo territorio e la storia antica è profondo e affascinante. In epoca etrusca, l’area era consacrata a Manth (Mantus in latino), il dio degli Inferi. La zona era nota come Silva Mantiana, una vasta foresta che si estendeva a ovest del Lago di Bracciano.
Si pensa che l’associazione tra questo bosco e la divinità dell’oltretomba derivasse da due fattori:
• L’atmosfera: La foresta appariva ai visitatori come un luogo tetro e impenetrabile.
• I fenomeni naturali: La presenza diffusa di polle di acqua sulfurea veniva interpretata come un’emanazione diretta del mondo sotterraneo.
Oggi, il Bosco Macchia Grande è l’unica porzione superstite di quell’antica e leggendaria distesa boschiva.
L’origine geologica della Caldara di Manziana
Il nome “Caldara” deriva proprio dalla sua conformazione fisica: una depressione circolare che ricorda un piccolo cratere (caldera).
Questa conca è una testimonianza residua dell’attività del Vulcano Sabatino, un complesso vulcanico che circa 600.000 anni fa dominava l’intera area compresa tra i Monti della Tolfa e il Monte Soratte.
I tre ambienti naturali
Il sito si distingue per la convivenza di tre ecosistemi unici:
1. La palude di acque sulfuree: Il cuore pulsante della Caldara.
2. Il boschetto di betulle: Una rarità in queste zone, che aggiunge un fascino particolare al paesaggio.
3. La torbiera: Un habitat umido fondamentale per la biodiversità locale.
Al centro della Caldara si trova la zona paludosa caratterizzata dalle famose polle gorgoglianti. Qui, il terreno è composto da strati di minerali argillosi dal colore giallastro e biancastro. Questi depositi, essendo impermeabili, impediscono all’acqua (piovana o sorgiva) di drenare, creando l’effetto palude. Il “gorgoglio” visibile in superficie è causato dall’emissione gassosa di anidride carbonica dal sottosuolo, che risale attraverso i fanghi argillosi.



Come arrivare alla Caldara di Manziana
La Caldara è facilmente accessibile sia per chi si muove con i mezzi pubblici che in auto.
• In Treno: Utilizzare la linea Roma-Capranica-Viterbo e scendere alla stazione di Manziana-Canale Monterano. Da lì, è possibile raggiungere la Caldara attraverso una piacevole escursione a piedi (circa 7 km) immersi nei sentieri del bosco Macchia Grande.
• In Auto:
• Percorrere la Strada Provinciale 2c (che collega Manziana alla Stazione di Furbara sulla Via Aurelia).
• Dopo circa 5 km da Manziana, svoltare in Via della Caldara.
• Proseguire per circa 500 metri su strada sterrata fino a raggiungere un piccolo parcheggio dedicato.