Ce l’hanno fatta. Dopo sei anni di appostamenti, tracce nel fango e tentativi falliti, la volpe del Colosseo è stata finalmente immortalata. L’annuncio è arrivato con un post divertente del Parco archeologico: “Habemus vulpem”, hanno scritto sui social, giocando sul celebre annuncio papale. “Da sei anni eravamo letteralmente sulle sue tracce – raccontano dal Parco – orme nel fango, feci, biglietti da visita, senza essere mai riusciti né a ritrarla in foto, né a incontrarla ‘di persona’”. Insomma, la volpe si era dimostrata un’abile infiltrata, capace di muoversi tra i resti archeologici senza mai farsi vedere.
Ma questa volta ha abbassato la guardia. “È incappata in una telecamera notturna del giardino di Vigna Barberini e non è potuta sfuggire all’occhio vigile del nostro personale di turno al controllo monitor”, spiegano con soddisfazione. Ora resta da capire se la volpe abiti stabilmente nell’area archeologica o se sia solo una visitatrice notturna. “Chissà se la nostra amica volpe ha la residenza nel Parco o se abbia solo il domicilio e viva fuori, entrando di notte, senza biglietto?”, si chiedono scherzosamente.
Per risolvere il mistero, arriveranno presto le foto-trappole. “Urge installare di nuovo le foto-trappole, Ornis italica le sta già preparando. Perché Spectio non dorme mai”, concludono dal Parco.
Del resto, trovare animali selvatici nel cuore di Roma non è più una sorpresa: volpi, istrici e altri “inquilini” hanno scoperto che le aree verdi della città, soprattutto quelle archeologiche, sono rifugi perfetti dove vivere tranquilli, lontani dal caos del traffico.