Il cavolfiore romanesco arancione unico candidato italiano al Fruit di Berlino

Si tratta di un'assoluta novità, frutto di anni di studi e ricerche, che nasce dalla collaborazione avviata nel 1998 fra Crea Orticoltura e Florovivaismo e la Ditta Hm Clause, pensata per rispondere alle esigenze di un consumatore che predilige sempre più prodotti salutari, di qualità e legati al territorio

photo credit: www.crea.gov.it

Il primo cavolfiore romanesco di colore arancione è l’unico candidato per l’Italia al Fruit Logistica Innovation Award 2022, il premio internazionale più ambito del mondo ortofrutticolo, che si svolgerà all’interno dell’evento fieristico di Berlino il 7 aprile.

Si tratta di un’assoluta novità, frutto di anni di studi e ricerche, che nasce dalla collaborazione avviata nel 1998 fra Crea Orticoltura e Florovivaismo e la Ditta Hm Clause, pensata per rispondere alle esigenze di un consumatore che predilige sempre più prodotti salutari, di qualità e legati al territorio.

Colore, gusto e salubrità sono gli ingredienti della ricetta del cavolfiore della gamma Amoresco a cui appartiene la varietà Amo125. Unico nel suo genere, spiega il Crea, è saporito, dolce e conserva anche dopo la cottura il colore e la croccantezza. La peculiarità sta nell’alto contenuto di beta-carotene, fonte importante di vitamina C, tipica del cavolo e di vitamina A e B, collegate alla colorazione arancione, collocandolo fra i prodotti sani e fonte di benessere.

Proprio il colore e la forma attraenti possono rappresentare una soluzione per avvicinare i più piccoli al consumo del cavolfiore e delle verdure, disponibile fresco da novembre a febbraio. Il contributo del Crea. Dal 2010 i ricercatori del Crea Orticoltura e Florovivaismo hanno lavorato al miglioramento genetico del cavolfiore romanesco con tecniche di selezione tradizionali e incroci, puntando in particolar modo sull’introduzione della colorazione arancione e sul conseguente contenuto di carotene. Tutt’oggi è in corso la collaborazione fra la Ditta e il Crea di Monsampolo del Tronto e tra i vari obiettivi del miglioramento genetico vi sono l’allungamento dei periodi di raccolta e di commercializzazione.

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