Infortuni stradali, prima causa di morte sul lavoro

Inail e Mims spiegano quali sono i rischi e come evitarli

Campagna sicurezza trasporti INAIL
Campagna sicurezza trasporti 2022

Gli infortuni stradali sono la prima causa di morte sul lavoro. Negli anni pre-pandemia oltre il 40 per cento degli infortuni mortali denunciati all’Inail si è verificato su strada; una tendenza confermata dai dati del 2021: gli infortuni che coinvolgono un mezzo di trasporto sono stati 75mila, circa il 13 per cento del totale, ma hanno causato 415 vittime, il 30 per cento del numero complessivo di morti sul lavoro. Approfondendo ulteriormente questi dati, che riguardano il complesso degli infortuni stradali, si scopre che quelli in itinere rappresentano l’80 per cento delle denunce complessive stradali, e un caso su due tra gli eventi mortali.

I più esposti agli infortuni stradali sono gli uomini, anche perché gran parte delle attività che includono la guida di un mezzo di trasporto sono appannaggio dei lavoratori maschi. Se il 60 per cento degli infortuni su strada sono maschili, la percentuale di uomini coinvolti sale all’80 per cento negli infortuni nei quali il lavoro si svolge con un mezzo di trasporto. Ancora più elevata la quota di uomini tra le vittime di casi mortali, pari a circa il 90 per cento.

Per quanto riguarda il settore dell’autostrasporto fanno ben sperare i primi dati relativi a quest’anno registrati dalla Polizia stradale: nei primi sei mesi del 2022 sulle autostrade italiane gli incidenti con il coinvolgimento autotreni e autoarticolati sono stati 628, pari al 15,9 del totale. Nello stesso periodo di un anno fa i mezzi pesanti risultavano invece coinvolti nel 19,4 per cento dei casi.

Per affrontare questa situazione, Inail e Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili hanno deciso di lanciare una campagna di comunicazione dedicata ai rischi connessi alla professione di autotrasportatore, che punta a coinvolgere principalmente i conducenti. La campagna Inail-Mims è stata realizzata con la collaborazione del comitato Centrale dell’Albo Nazionale per gli Autotrasportatori, che nei mesi scorsi ha sottoscritto un accordo con la Direzione centrale prevenzione dell’Inail per collaborare allo sviluppo di interventi diretti a rafforzare il sistema della prevenzione nell’autotrasporto di merci e a realizzare la campagna nazionale di informazione. Il messaggio della campagna è chiaro: adottando comportamenti corretti e regole di prevenzione basilari, è possibile rendere più sicura l’esperienza di guida.

Ma quali sono le cause principali degli infortuni stradali? Innanzitutto, il mancato rispetto del Codice della strada: il mancato rispetto della precedenza e delle altre indicazioni della segnaletica, la velocità troppo elevata, e l’uso del cellulare mentre si guida sono all’origine del 39 per cento degli incidenti. Comportamenti che, così come il mancato uso dei dispositivi di sicurezza – cinture in primis – possono e devono essere corretti.

C’è poi il capitolo, altrettanto importante, delle condizioni psico-fisiche del conducente: la sonnolenza e la stanchezza alla guida sono associate a un incidente stradale su cinque. Chi sta alla guida senza interruzioni per 24 ore è come se avesse un livello di alcool nel sangue pari a un grammo per litro, mentre il tasso alcolico nei conducenti professionali deve essere pari a zero, e gli incidenti causati da colpo di sonno sono tra i più gravi, con un elevato rischio di mortalità.

E’ quindi particolarmente importante rispettare i tempi di guida e riposo, così come previsto dalla normativa italiana e da quella comunitaria. Secondo quanto stabilito dal Primo Pacchetto Mobilità, chi guida veicoli per il trasporto delle merci sopra le 3,5 tonnellate può guidare un massimo di 9 ore al giorno (e due volte alla settimana fino a 10 ore al giorno) e deve fare una pausa di 45 minuti ogni 4 ore e 30 minuti di guida.

Ultimo, ma non meno importante: il veicolo deve essere in buone condizioni, sottoposto a controlli quotidiani, e tutti gli strumenti di lavoro devono essere idonei e sicuri, compresi i dispositivi di sicurezza. Una buona organizzazione del lavoro deve inoltre tenere conto di percorsi e orari che prevedano le necessarie pause fisiologiche ed eventuali imprevisti.

Tanti incidenti stradali, che mettono a rischio il lavoratore e hanno potenzialmente un impatto anche sugli altri utenti della strada, possono essere evitati grazie alla prevenzione e a una maggiore cultura della sicurezza stradale.

Per maggiori informazioni consultare il sito istituzionale dell’ente : www.inail.it

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