Maltempo/Dai centri regionali a quello nazionale: come funziona il sistema di allerta

Il Centro funzionale nazionale a Roma è operativo 24 ore al giorno e si articola in un settore meteo e in uno idrogeologico e idraulico

Spetta ai Centri funzionali decentrati in ogni Regione valutare le indicazioni meteo e il possibile evolversi della situazione e sono loro a comunicarlo al Centro funzionale centrale che emette un Bollettino di vigilanza metereologica nazionale. Il Centro funzionale nazionale a Roma è operativo 24 ore al giorno e si articola in un settore meteo e in uno idrogeologico e idraulico: ha il compito di elaborare previsioni meteo a fini di protezione civile, vale a dire previsioni sui fenomeno meteorologici che possono avere un impatto sul territorio o sulla popolazione.

Il Bollettino che giornalmente viene prodotto è un documento che segnala le situazioni in cui si prevede che uno o più parametri meteorologici supereranno determinate soglie di attenzione o di allarme. Quando le previsioni segnalano fenomeni di rilevanza sovraregionale, il settore meteo emette un Avviso nazionale, preso atto delle valutazioni dei centri funzionali decentrati.

Spetta infatti a questi ultimi effettuare una valutazione “del possibile verificarsi, o evolversi, di effetti al suolo (frane o alluvioni) a seguito di eventi meteorologici previsti o in atto”. Anche queste valutazioni confluiscono in un Bollettino di criticità realizzato dal Centro nazionale che è poi messo a disposizione dei Centri locali e dei ministeri dell’Interno, delle politiche agricole, dei Trasporti e dell’Ambiente affinché questi comunichino alle loro strutture operative.

Quanto alle tipologie di allerte e delle criticità meteo-idrogeologiche un documento della Protezione Civile del 2016 si poneva come obiettivo “l’omogeneizzazione dei messaggi del sistema di allertamento nazionale”, poiché non esiste un unico sistema.

Quattro sono i colori: verde, giallo, arancione e rosso. Il verde indica “assenza di fenomeni significativi prevedibili anche se non è possibile escluderli a livello locale”, il giallo prevede invece che vi possano essere “fenomeni localizzati” come caduta massi, frane superficiali, colate di fango e esondazione improvvisa dei corsi d’acqua. Già con l’allerta gialla si registra un “occasionale pericolo per la sicurezza delle persone con possibile perdita di vite umane per cause accidentali”. L’allerta arancione prevede invece “fenomeni diffusi” con danni ad edifici, centri abitati, attività produttivi, argini e ponti, inondazione delle aree golenali.

L’ultimo scenario di allarme, quello rosso, indica “fenomeni numerosi e/o estesi” con “grave pericolo per la sicurezza delle persone con possibili perdite di vite umane”. Lo scenario prevede frane profonde e di grandi dimensioni, cedimento di ponti, allagamenti di aree anche lontane dai corsi d’acqua, variazione dei corsi dei fiumi.

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