Mense: Atac e Ama, Green pass nelle mense

Le due municipalizzate decise ad allinearsi alle disposizioni di Palazzo Chigi. I sindacati critici

La sede di Ama

Perfino i controllori dei biglietti saranno controllati: nelle mense di Atac e Ama si entrerà solo col Green pass. Per mettere il turbo alla vaccinazione tra i quasi 18mila dipendenti, i due colossi comunali si allineano alle indicazioni di Palazzo Chigi.

Obbligo di certificazione verde, dunque, per pause pranzo e spuntini. Altrimenti toccherà ammainare il vassoio e cercare ristoro altrove.

La mossa piace poco ai sindacati. Qualche sigla promette addirittura una “guerriglia” (a colpi di scodelle di plastica?) per contrastare l’entrata in vigore della misura. Ma i vertici delle due partecipate comunali tirano dritto.

E l’obbligo dell’attestato verde all’ingresso scatterà nel volgere di pochi giorni: subito all’Ama, dove le mense sono aperte anche ad agosto; a settembre all’Atac, che ha sbarrato i refettori aziendali durante il primo lockdown, marzo 2020, e conta di riattivarli tra un paio di settimane, all’inizio di settembre.

Col pass. “So che c’è stata una levata di scudi da parte di alcuni sindacati, in tutta Italia – dice a ‘Il Messaggero’ Giovanni Mottura, l’amministratore unico di Atac – ma il Green pass è uno strumento utile. Più che parlare di presunte minacce alla libertà personale, dobbiamo pensare alla tutela collettiva della salute. Siamo un’azienda con 11mila dipendenti”.

E con 15 mense; una nel quartier generale di via Prenestina, frequentata soprattutto dai 1.083 impiegati amministrativi, più altre 14 nelle rimesse del metrò e nei depositi dei bus, a disposizione di autisti, macchinisti e ausiliari del traffico.

“Purtroppo – aggiunge il direttore generale, Franco Giampaoletti – ci saranno inevitabili conflitti, che toccherà all’azienda gestire. Ma se c’è una norma va applicata”. Le Le direttive di Palazzo Chigi, sfornate alla vigilia di ferragosto, sono piuttosto stringenti. Zero margini d’interpretazione: “Per la consumazione al tavolo al chiuso – viene spiegato anche nelle faq del governo – i lavoratori possono accedere nella mensa aziendale o nei locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti, solo se muniti di certificazione verde. A tal fine, i gestori sono tenuti a verificare le certificazioni”.

“Le indicazioni sono chiare, anche all’Ama introdurremo il Green pass nelle mense”, informa Stefano Zaghis, l’ad della società dei rifiuti, convinto che le proteste non attecchiranno: “Credo che in azienda ci sia stata una grande adesione alla vaccinazione, tra i lavoratori”.

Qualche sigla già promette battaglia. “Col Green pass in mensa sarà guerra, si fanno lavoratori di serie A e serie B. Almeno ci diano i tamponi gratis”, attacca Claudio De Francesco, appena passato alla Uil Trasporti. Cauta la Cgil: “Siamo favorevoli al Green pass? Non siamo contrari – risponde Alessandro Russo della Fp Cgil di Roma – ma non si scordino di altre misure ugualmente utili. Prima di entrare in mensa, nessuno controlla la temperatura”.

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