“Oltre la Robotica”, a Roma la medicina del futuro per i diversamente abili – VIDEO

L'iniziativa al Campus Biomedico. "Persone colpite da malattie neurodegenerative possono in parte recuperare il controllo delle facoltà motorie grazie all'applicazione della robotica alla medicina, merito della collaborazione sempre più stretta tra le diverse professionalità, dal neurologo all'ingegnere, fino al coinvolgimento del fisiatra", ha spiegato il professor Vincenzo Di Lazzaro

Un nuovo orizzonte di inclusione per i diversamente abili nello sport è quanto promette la robotica applicata alla medicina. È emerso chiaramente nel corso dell’evento “Oltre la Robotica” presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. Lo ha dimostrato il preside della Facoltà dipartimentale di Medicina e Chirurgia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, il prof. Vincenzo Di Lazzaro, che ha tenuto una lectio magistralis sulla medicina del futuro, parlando in particolare delle innovazioni introdotte con mani robotiche, neuroprotesi, robot indossabili e robot riabilitatori.

“Persone colpite da malattie neurodegenerative possono in parte recuperare il controllo delle facoltà motorie grazie all’applicazione della robotica alla medicina, merito della collaborazione sempre più stretta tra le diverse professionalità, dal neurologo all’ingegnere, fino al coinvolgimento del fisiatra. Pensiamo ad esempio a quanto già ottenuto dal trio azzurro Sabatini, Caironi e Contrafatto che nei 100 metri femminili dei giochi Paralimpici hanno conseguito straordinarie vittorie – ha rilevato Di Lazzaro, che con il suo team di ricerca sta lavorando molto sugli arti robotici e sui robot per la riabilitazione, grazie anche alla sinergia tra l’Università Campus Bio-Medico e realtà istituzionali quali Inail e Ania.

Ma sorprendenti idee vengono dai ragazzi, sin dalle elementari: la squadra Allegribot della provincia di Como si è aggiudicato il premio del Bootcamp 2021 grazie ad un giubotto leggero e pratico che indica alle persone mediante tre sensori in quale direzione procedere. I tre sensori (spalla destra, spalla sinistra e dietro la nuca) mediante un tremolio avvertono chi li indossa, usando “Arduino” che invia segnali ad una app. In questo modo, ad esempio, un tutor potrebbe indirizzare le persone ipovedenti nel canottaggio, nella corsa, vela, persino pallavolo. Sono stati inoltre premiati studenti delle scuole elementari e secondarie di primo e secondo grado. Il premio, istituito già da qualche anno in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e la Fondazione Museo Civico di Rovereto, si pone l’obiettivo di valorizzare i migliori progetti scientifici presentati durante la FIRST© LEGO© League Italia.

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