Il Papa al Policlinico Gemelli di Roma per i 60 anni della facoltà di Medicina

"Grazie per le cure e l'affetto". Sarà a Cipro e in Grecia dal 2 al 6 dicembre. Torna anche a Lesbo

“Io vorrei rinnovare oggi il mio ‘grazie’ per le cure e l’affetto che ho ricevuto qui”. Non poteva mancare da parte di papa Francesco, nella messa celebrata al Gemelli a 60 anni dalla fondazione della Facolta’ di Medicina e Chirurgia dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore, l’attestato di riconoscenza per il trattamento e la sollecitudine avuti presso il Policlinico universitario in occasione dell’intervento chirurgico al colon del 4 luglio scorso: un’operazione, dovuta a una diverticolite sclerosante, che ha comportato 10 giorni di degenza, durante i quali, domenica 11 luglio, il Pontefice ha anche recitato l’Angelus dal balcone. Come allora, anche oggi lo spiazzo antistante era gremito.

Il Papa ha presieduto la messa – tra i concelebranti, oltre all’assistente ecclesiastico della Cattolica mons. Claudio Giuliodori, anche il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo – sulla spianata erbosa, davanti al personale universitario, medico, infermieristico, tanti col camice bianco ma anche con le divise delle associazioni di volontariato di cui fanno parte. E studenti con le felpe azzurre dell’Ateneo, compresi quelli del coro: una giovane solista ha intonato il suo canto tenendo in braccio il piccolo figlio, poco piu’ che un neonato. I saluti e i ringraziamenti al Papa sono stati rivolti dallo stesso Giuliodori e dal rettore Franco Anelli “Credo che in questo tempo di pandemia ci faccia bene fare memoria anche dei periodi piu’ sofferti: non per intristirci, ma per non dimenticare, e per orientarci nelle scelte alla luce di un passato molto recente”, ha detto Francesco dando ulteriore valore alla sua gratitudine, e incentrando la sua riflessione su tre parole: “ricordo, passione e conforto”.

“Nella fretta di oggi – ha sottolineato -, tra mille corse e continui affanni, stiamo perdendo la capacita’ di commuoverci e di provare compassione, perche’ stiamo smarrendo questo ritornare al cuore, il ricordo, la memoria”. “Senza memoria si perdono le radici e senza radici non si cresce – ha osservato -. Ci fa bene alimentare la memoria di chi ci ha amato, curato, risollevato”. “Possiamo coltivare anche tra di noi ‘l’arte del ricordo’, facendo tesoro dei volti che incontriamo – ha proseguito Francesco -. Penso alle giornate faticose in ospedale, in universita’, al lavoro. Rischiamo che tutto passi senza lasciare traccia o che restino addosso solo tanta fatica e stanchezza”. Secondo il Papa, “ci fa bene, alla sera, passare in rassegna i volti che abbiamo incontrato, i sorrisi ricevuti, le parole buone. Sono ricordi di amore e aiutano la nostra memoria a ritrovare se’ stessa”. “Quanto sono importanti questi ricordi negli ospedali! – ha esclamato – Possono dare il senso alla giornata di un ammalato. Una parola fraterna, un sorriso, una carezza sul viso: sono ricordi che risanano dentro, fanno bene al cuore. Non dimentichiamo la terapia del ricordo! Fa tanto bene”.

Bergoglio ha spiegato che, “se vogliamo amare davvero Dio, dobbiamo appassionarci dell’uomo, di ogni uomo, soprattutto di quello che vive la condizione in cui il Cuore di Gesu’ si e’ manifestato: il dolore, l’abbandono, lo scarto. Soprattutto in questa ‘cultura dello scarto’ che noi viviamo oggi”. “Quante parole diciamo su Dio senza far trasparire amore!”, ha ammonito: “Chiediamo la grazia di appassionarci all’uomo che soffre, di appassionarci al servizio, perche’ la Chiesa, prima di avere parole da dire, custodisca un cuore che pulsa d’amore”.

E l’indicazione “per il futuro della sanita’, in particolare della sanita’ ‘cattolica’”, e’ stata: “condividere, sostenersi, andare avanti insieme”, con una “vocazione della cura”, che faccia “‘sentire cara’ ogni persona che si avvicina a noi nel bisogno”. Intanto, e’ stato annunciato oggi che il terzo viaggio papale all’estero di quest’anno, dopo quelli in Iraq (5-8 marzo) e a Budapest e in Slovacchia (12-15 settembre), sara’ a Cipro e in Grecia, dove Francesco si rechera’ dal 2 al 6 dicembre prossimi. Il direttore della Sala stampa, Matteo Bruni, ha riferito che il Pontefice sara’ a Cipro dal 2 al 4 dicembre, visitando la citta’ di Nicosia, e in Grecia dal 4 al 6 dicembre, visitando Atene e l’isola di Lesbo. Il Papa, nuovamente alle frontiere dell’Europa, tornera’ quindi tra i profughi dei campi di Lesbo, gia’ da lui visitata cinque anni fa, il 16 aprile 2016.

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