Per ora niente green pass per il ristorante, ma servirà se si arriva a 60mila casi

A dirlo è il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, che precisa: "Se la situazione epidemiologica dovesse portare ad un incremento cospicuo dei casi, il green pass sarebbe l'alternativa alla restrizioni"

Green pass significa lotta alle restrizioni, va utilizzato in maniera graduale e proporzionata. Oggi per i ristoranti non serve ma se arrivassimo a 60mila casi come nel Regno Unito allora sarebbe una misura necessaria per evitare le chiusure. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, a Radio Cusano Campus.

“Il green pass è un’opportunità da sfruttare laddove i contagi raggiungono numeri significativi che possono far introdurre delle restrizioni. Se la situazione epidemiologica dovesse portare ad un incremento cospicuo dei casi – e secondo me in Italia supereremo i 10mila per fine agosto – le alternative sarebbero le restrizioni o il green pass. Allora si può utilizzare il green pass per i luoghi dove c’è maggiore assembramento fino alla piccola cosa quotidiana, come andare al ristorante”, ha affermato Sileri, secondo cui il green pass scioglierebbe tanti nodi in tante situazioni della quotidianità che oggi sono bloccate. “Le discoteche sono chiuse, è meglio aprirle col green pass o tenerle chiuse? Direi che è meglio che siano aperte col green pass. Negli ospedali ci potranno essere molto più visite ai propri cari grazie al green pass”, ha dichiarato ancora Sileri.

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