Puligny-Montrachet, i vini bianchi più famosi al mondo

La richiesta mondiale rende questi vini molto costosi; qualsiasi vino di livello base di un famoso produttore di Puligny ha un prezzo che supera i cento dollari ed i vini Grand Cru possono costare cinque o dieci volte di più

I vini bianchi della Côte de Beaune della Borgogna sono considerati da molti i più grandi bianchi al mondo. I più famosi fra questi provengono dai villaggi di Puligny-Montrachet, Chassagne-Montrachet e Meursault. La richiesta mondiale rende questi vini molto costosi; qualsiasi vino di livello base di un famoso produttore di Puligny ha un prezzo che supera i cento dollari ed i vini Grand Cru possono costare cinque o dieci volte di più. Andiamo a scoprire perché sono così apprezzati.

Al centro della Côte de Beaune si trovano i villaggi di Meursault e Puligny-Montrachet. Meursault è stato per generazioni il nome più ricercato quando si parla di vino bianco di Borgogna, ma dagli anni ’90 lo scettro è gradualmente passato in mano al vicino comune di Puligny-Montrachet, i cui vini superano per qualità anche quelli di altri rinomati terroir come Chassagne-Montrachet e St. Aubin. La ragione di questo cambiamento di orientamento è che il mercato si è spostato verso quella freschezza extra – spesso chiamata tensione – che generalmente caratterizza i vini di Puligny, mentre un vino Meursault spicca per la ricchezza di sapore.

Il village di Puligny-Montrachet, insieme a Chassagne, è l’espressione più raffinata del vitigno Chardonnay. La denominazione di origine controllata da queste parti nasce nel 1937. I vini bianchi creati con quest’uva hanno delle personalità ben caratterizzate e una reputazione ormai radicata ma alcuni appezzamenti, in particolare quelli che confinano con la frazione di Blagny, producono anche un ottimo vino rosso fatto con uve Pinot Noir, considerata una delle più pregiate al mondo. L’Appellation d’origine contrôlée (AOC) Puligny-Montrachet può essere utilizzata sia per i vini bianchi che per i rossi, tuttavia qui viene prodotto quasi solo il vino Puligny-Montrachet bianco, che rappresenta circa il 99% della produzione totale.

Ci sono quattro vigneti Grand Cru all’interno di Puligny-Montrachet, tra cui Montrachet, uno dei vigneti più famosi di tutto il mondo, Chevalier-Montrachet, Bienvenue-Batard e Batard Montrachet, oltre a 17 vigneti Premier Cru come ad esempio Pucelles e Cailleret. In Italia i vini di alcuni dei più prestigiosi produttori della Borgogna come Domaine Ramonet, Domaine Thomas Morey e Domaine Francois Carillon possono essere acquistati online presso l’enoteca Svino.it che offre una guida dettagliata per andare alla scoperta di ogni pregiata bottiglia.

Da queste parti le viti hanno un’esposizione est, sud-est e sono coltivate ad un’altitudine compresa tra i 230 ed i 320 m.s.l.m. In molti casi occupano suoli calcarei bruni, ovvero suoli dove il calcare si alterna a marne e argille calcaree. I suoli sono profondi in alcuni punti mentre in altri la roccia è esposta in superficie. Lo stile dei vini Puligny-Montrachet bianchi è spesso molto minerale, con un accenno di rovere più sobrio rispetto ai bianchi di altri villaggi della Côte de Beaune e tende a essere descritto come “elegante” piuttosto che fruttato, anche se alcuni aspetti stilistici variano leggermente tra produttori e vigneti specifici.

Molte persone hanno cercato di definire cosa sia o dovrebbe essere un bicchiere di Puligny-Montrachet, ed è una cosa molto difficile da fare. Un aggettivo spesso usato è “nervosismo” e c’è sicuramente un naso caratteristico e un finale saporito che li contraddistingue, ma la chiave dei vini Puligny potrebbe essere proprio la loro spigolosità: molti vini hanno concentrazione, acidità, persistenza e fascino, ma un buon Puligny-Montrachet fonde con successo tutti questi aspetti mantenendo allo stesso tempo un livello davvero alto di “tensione” che tiene il naso contro il bicchiere di vino e che porta a volerne assaggiare subito un altro sorso.

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